Monthly Archives: marzo 2006

GARE SPORTIVE AL COMPUTER, NUOVA FRONTIERA DI ”EMBEDDED ADVERTISING”

24 marzo 2006

La pubblicità integrata all'interno dei prodotti editoriali ha aperto un nuovo fronte - Una ricerca di e-media institute ---------------

Gare sportive interamente generate al computer sulla base di ricostruzioni di competizioni reali: è il nuovo orizzonte dell’ Embedded advertising, la pubblicità integrata nei prodotti editoriali (vedi un precedente articolo su lsdi ). Si tratta dei ‘’Computer Generated Sporting Events’’ che – spiega una ricerca di e-media institute – ‘’rappresenta una interessante area di sviluppo dei contenuti sportivi e di espansione del mercato dei diritti’’.

‘’Dopo aver visto un evento reale, che per forza di cosa non permette di cogliere in dettaglio i particolari tecnici della gara, lo spettatore interessato – aggiunge l’ istituto di ricerca - può visionare una ricostruzione generata al computer dello stesso evento. Una gara sportiva genera il suo doppio animato. Si tratta di una interessante opportunità per la Embedded Advertising, la pubblicità integrata nei prodotti editoriali’’.

I GRANDI GRUPPI MEDIA EUROPEI POCO GLOBALI E POCO DIVERSIFICATI

23 marzo 2006


Una ricerca di e-media institute - La Fininvest primo gruppo italiano, al nono posto della classifica dei maggiori gruppi media europei -----------------

Internazionalizzazione e diversificazione dei Grandi Gruppi Media europei sono ancora limitate. Considerando un campione di 50 grandi imprese editoriali (le prime 10 per Paese nei 5UE) si notano, con le dovute significative eccezioni, assetti tendenzialmente monomediali e mononazionali. Lo rileva una ricerca di e-media institute.

Gli assetti mononazionali – precisa la ricerca - caratterizzano fortemente gli operatori di televisione generalista che si muovono in genere entro i confini dei mercati nazionali. I gruppi italiani e spagnoli si caratterizzano per una dimensione limitata rispetto alla media europea e per una scarsa internazionalizzazione. Fanno eccezione De Agostini, Fininvest, RCS e Seat PG.

Per quanto riguarda le dimensioni, e-media institute pubblica la classifica dei primi 20 gruppi europei. Complessivamente avevano registrato nel 2004 un fatturato di 100 miliardi di euro, di cui circa tre quarti erano stati realizzati dai primi 10 gruppi.

Il primo gruppo italiano per dimensioni è Fininvest (nono posto, con 5,375 miliardi di euro), seguito da Rai (12° posto, 2,992) e da Rcs (17) e De Agostini (20).

L’ ESPLOSIONE DEL DIGITALE: UNA ABBAGLIANTE CORTINA FUMOGENA?

22 marzo 2006


Non esiste nessuna invisibile mano digitale che può trasformare un qualunque scritto in una buona lettura – Un articolo di Norman Solomon su Alternet (via Nuovimondimedia) - ‘’Anche le più strabilianti tecnologie digitali non possono fornire un briciolo di pensiero. Eppure, i mass media continuano ancora a paragonare le svolte digitali con quelle umane. È una posizione davvero discutibile’’.

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L’ enfasi con cui viene accompagnata in questi anni l’ avanzata del mondo digitale rischia di far perdere di vista una banale considerazione - non esiste nessuna invisibile mano digitale che può trasformare un qualunque scritto in una buona lettura. (Una considerazione che possiamo tranquillamente applicare, ovviamente, anche al giornalismo: non esiste nessuna invisibile mano digitale che può trasformare un qualunque pezzo in un buon articolo).

L’ argomento è al centro di una riflessione su Alternet di Norman Solomon* - L’esplosione del digitale: un’abbagliante cortina fumogena? (tradotta in italiano a cura di Paolo Cola per Nuovi mondi media).


Norman Solomon

Alla base di tutto l’ idea che il digitale, in sé stesso, abbia un valore intrinseco in più.

E’ quanto sta accadendo con i blog: ‘’ In questi

NUOVI PASSI AVANTI VERSO IL COSIDDETTO USER GENERATED CONTENT

21 marzo 2006


La questione dei contenuti prodotti dai lettori-cittadini è al centro di una riflessione di Vittorio Zambardino in Scene digitali, il suo blog su repubblica.it.

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La scommessa del cosiddetto User generated content, cioè dei contenuti prodotti dai lettori/cittadini, è al centro di una riflessione - il titolo è Intreccio tra audio, video e blog. Così nasce l'informazione a strati - che Vittorio Zambardino ha svolto in Scene digitali , il suo blog su www.repubblica.it .

Dall’ intreccio fra audio, video e blog nasce quella che Zambardino definisce ‘’l’ informazione a strati’’, uno dei passaggi attraverso cui si starebbero formando i ‘’nuovi media’’. Zambardino cita in particolare un nuovo sito del portale del londinese The Guardian - ''The comment is free'' -, dove si intersecano i materiali prodotti dal blogger privati e il brogliaccio che i responsabili del desk del giornale compongono a mano a mano che il lavoro redazionale va avanti nel corso della giornata. E il network multimediale costruito in occasione del confronto Prodi-Berlusconi dai media del gruppo, Repubblica.it, Repubblica Radio e Kataweb.

Nel primo caso –

DIFFICOLTA’ NEGLI USA PER AL JAZEERA INTERNATIONAL

20 marzo 2006

Mancano due mesi al suo lancio, ma l' emittente qatariota non ha ancora trovato un distributore negli Usa per il network in lingua inglese.
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Al Jazeera ha cercato un canale americano - via cavo, via satellite o attraverso un provider di telecomunicazioni – per circa un anno ma, secondo il Washington Times ha ricevuto delle offerte insoddisfacenti, ha spiegato Lindsey Oliver, direttore commerciale dell’ emittente del Qatar.
Il network in lingua inglese – ha aggiunto - sarà diffuso in 40 milioni di famiglie in Francia, Germania, Regno Unito, Australia, e in parte dell’ Africa e dell’ Asia quando cominceranno le trasmissioni, nella seconda metà di maggio.

‘’Naturalmente confermo che avremo una diffusione anche negli Usa’’, ha detto ancora la signora Oliver, ma non ha volto precisare quante case toccherà la rete negli Stati Uniti.
Il problema principale è trovare un accordo con un provider visto che l’ emittente non può diffondere il suo materiale direttamente in internet. ‘’Negli Usa non c’è un’ alternativa netta al cavo’’, ha spiegato. ''Le piattaforme digitali sono quasi completamente saturate, spingendo gli operatori via cavo in una posizione di forza – ha aggiunto -, mentre in Europa di

DA UN CORSO DI GIORNALISMO UN GIORNALE ON LINE

20 marzo 2006


ilpiccolodichieti.it, che cerca la vera interattività dando voce soprattutto ai cittadini, anche quelli detenuti
Nato per caso – come quaderno dei compiti degli allievi del corso di giornalismo “dalla teoria alla pratica” – è diventato una testata giornalistica vera e propria. I “reporter di strada” de il piccolo di chieti sono un gruppo di giovani, laureandi e laureati, operai e studenti, innamorati di questa professione. Sono partiti dall’abc: che cosa è una notizia, che cosa sono le fonti, come si scrive, come si fa informazione. Dalla teoria sono passati alla pratica.
Ce ne parla una delle redattrici.

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di Novella Di Paolo

Da alcuni mesi nel panorama dell’informazione c’è anche un giornale on line che si chiama il piccolo di chieti.
E’ il frutto di un corso di giornalismo incominciato lo scorso anno ed è nato come il quaderno dei compiti dove pubblicare gli articoli, le interviste, le inchieste, le recensioni di libri, e anche le storie cosiddette minori che raramente trovano spazio nei giornali.
L’intento è anche quello di raccontare i fatti vedendoli da un altro punto di vista, quello più insolito, meno battuto dai cronisti. Obbiettivo non facile

IMMIGRAZIONE:UNA GUIDA PER DIALOGARE CON I MEDIA

19 marzo 2006

E’ stata messa a punto a Firenze dal Cospe e dall’ università – A Firenze parte anche un corso di ‘’citizen journalism’’ per immigrati.
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La guida - ''Come dialogare con i media'' - è rivolta alle associazioni di immigrati, ed è stata realizzata da Anna Meli (Cospe) e Antonio Sofi (Università di Firenze) ed è specificatamente rivolta alle associazioni di immigrati.

A partire da un’ introduzione agli elementi di base del giornalismo, la guida approfondisce gli strumenti per comunicare con i media (comunicato e conferenza stampa, intervista ecc) per poi fornire un elenco di emittenti radiotelevisive e quotidiani locali, agenzie di stampa e i riferimenti dei principali mass-media nazionali.

“Come dialogare con i media” nasce all’interno di una serie di incontri di formazione dal titolo “ComunicAzione”, realizzati a Firenze e provincia, nell’ambito del progetto europeo “Log in the media”, coordinato da Cospe nell’ambito dell’iniziativa E-learning.

“Come dialogare con i media” è scaricabile online qui .

Info: Anna Meli: meli@cospe-fi.it

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“Citizen journalism - giornalismo di base per la cittadinanza attiva e multiculturale”

A Firenze un percorso formativo per giovani immigrati con corsi di ‘’citizen journalism’’ per immigrati.

CINA: GIORNALISTA MUORE MASSACRATO DALLA POLIZIA

19 marzo 2006

Sempre più dura la censura e la repressione del governo - Una ricostruzione di Gabriel Bertinetto da articolo21 ---------------

di Gabriel Bertinetto
(da articolo21)

Violento contro i cittadini che protestano per abusi e ingiustizie. Violento contro i media che quegli episodi rendono noti al pubblico insieme a coloro che ne sono responsabili. Così sempre più spesso agisce il potere in Cina, come se decenni di passiva sottomissione popolare al volere delle autorità abbia reso queste ultime incapaci di confrontarsi con l’esplosione di un fenomeno nuovo: la contestazione, la protesta, la denuncia. L'ultimo episodio i cittadini che protestano per abusi e ingiustizie.

Violento contro i media che quegli episodi rendono noti al pubblico insieme a coloro che ne sono responsabili. Così sempre più spesso agisce il potere in Cina, come se decenni di passiva sottomissione popolare al volere delle autorità abbia reso queste ultime incapaci di confrontarsi con l’esplosione di un fenomeno nuovo: la contestazione, la protesta, la denuncia.

L’ultimo episodio, tragico, è avvenuto a Taizhou, nella Cina orientale. Un giornalista è morto a causa del pestaggio subito da una squadraccia di poliziotti, furibondi per un articolo in cui

ALBANIA: I MEDIA FISSATI CON LE OSCURITA’ DEL REGIME DI HOXA

18 marzo 2006

Mehmet Shehu con Mao

Perché una parte cospicua dei media albanesi continuano instancabilmente ad occuparsi di Mehmet Shehu (ex premier comunista e braccio destro di Enver Hoxa), morto in circostanze misteriose? – Un articolo di Shekulli tradotto dall’ Osservatorio sui Balcani
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Una parte cospicua e molto seguita dei media albanesi continua instancabilmente ad occuparsi di Mehmet Shehu, ex premier comunista e braccio destro di Enver Hoxa, morto in circostanze ancora poco chiare, tanto che si parla ancora di omicidio-suicidio, nel dicembre del 1981.

Questa sorta di ‘’fissazione’’ è al centro di un editoriale (tradotto per ''Osservatorio sui Balcani'' da Marjola Rukaj) di Shekulli, il quotidiano dell'imprenditore-editore Koco Kokedhima, che cerca di capire i motivi di questo interesse quasi paranoico.
L’ autore dell’ articolo, Ylli Polovina, non riesce a darne una spiegazione esauriente e, con un pizzico di ironia, si chiede se per caso, ‘’per scoprire quello che il comunismo fu realmente’’ il paese non rischi che ‘’di questo passo’’ ci vogliano ‘’esattamente gli stessi anni della sua durata’’. ‘’Si prospettano quindi 46 lunghi anni spesi ad occuparci di quello che ci è capitato’’, aggiunge l’ editorialista.

La sua analisi è comunque interessante perché

IFEX: ULTIME DAL MONDO

16 marzo 2006


- 1. Bielorussia: alla vigilia delle elezioni si estende la repressione contro i media
2. Kenia: travolto dagli scandali per la corruzione il governo lancia raid contro i giornali
- 3. Tunisia: liberati un giornalista e acuni internauti dissidenti, ma la repressione continua
- 4. Un libro sulla concentrazione dei media in Africa australe
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- 1. BIELORUSSIA: ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI SI ESTENDE LA REPRESSIONE CONTRO I MEDIA

Escalation repressiva contro i media in Bielorussia alla vigilia delle elezioni presidenziali del 19 marzo. Il governo del presidente Alexander Lukachenko, secondo quanto denuncia Ifex, priva gli elettori di notizie indipendenti sui candidati sequestrando i giornali d’ opposizione, minacciando i cronisti e i fotografi locali e impedendo ai giornalisti stranieri di lavorare.
Secondo il Cpj (Committee to protect journalists), la repressione prende spunto da alcune modifiche al codice penale, approvate nel dicembre scorso, che puniscono come reato – con pene fino a cinque anni di reclusione - le critiche al presidente e al suo governo.
Nel maggio scorso, tra l’ altro, Lukaschenko aveva emesso un decreto legislativo presidenziale con cui si vietava ai media indipendenti di usare le parole ‘’Belarus’’ o ‘’nazionale’’ nelle loro testate e si imponeva loro di