Monthly Archives: febbraio 2006

IFEX: ULTIME DAL MONDO

27 febbraio 2006

- Human Rights Watch esige la pubblicazione di tutti i dossier sui centri di detenzione segreti della CIA
- America: una campagna radiofonica contro l' impunità dei crimini contro i giornalisti
- A Berlino il congresso annuale del Pen Club International
- Una campagna sui diritti dell' uomo in Cina

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1. EUROPA : HUMAN RIGHTS WATCH ESIGE LA PUBBLICAZIONE DI TUTTI I DOSSIER SUI CENTRI DI DETENZIONE SEGRETI DELLA CIA

Human Rights Watch, in relazione all’ esistenza di centri di detenzione segreti Usa in Europa, ha lanciato un appello ai governi europei affinché si impegnino alla massima trasparenza sulla loro conoscenza o partecipazione alle attività della Cia.
Secondo il gruppo, che è membro di Ifex, vi sarebbero prove – non ancora rese pubbliche – che solleverebbero gravi interrogativi sulla misura in cui l’ Europa avrebbe partecipato a quelle violazioni.
Anche il Consiglio d’ Europa ha chiesto ai governi di fornire delle spiegazioni sulla partecipazione europea alle operazioni di detenzione speciale della Cia e, sulla base del’ articolo 52 della Convenzione i paesi europei che l’ hanno ratificata sono tenuti per legge e fornire quelle informazioni.
Secondo Humah Rights Watch, Germania, Italia, Macedonia e Svezia in particolare devono fornire delle spiegazioni precise sul

CINA: CENSURATI ANCHE I SITI DEI NEOMAOISTI

26 febbraio 2006


E intanto vola l' e-commerce grazie alla censura: gli internauti cinesi sarebbero invogliati ad acquistare on line dalla percezione di ''sicurezza' della rete. Dopo un' ondata di misure repressive contro giornali e blog riformisti, la censura cinese si è abbattuta ora contro due siti web legati alla corrente ''conservatrice'' del Partito Comunista Cinese, che si rifà dichiaratamente al maoismo.

I due siti, Lavoratori Cinesi (Zhongguo Gongren) e Partito dei Comunisti (Gongchan Dangren), hanno criticato la politica di riforme economiche e di apertura all' estero, affermando che essa avrebbe causato i problemi che affliggono oggi il Paese a dispetto della sua forte crescita economica: corruzione, squilibri sociali, disoccupazione.

"L'ufficio per la propaganda online della città di Pechino", fanno sapere i gestori dei due siti oscurati, "ci ha ordinato di sospendere ogni attività".

Le autorità del paese non hanno rilasciato alcuna spiegazione aggiuntiva ed hanno velocemente bloccato ogni accesso ai forum pubblici offerti dalle due organizzazioni politiche. Le due fazioni, dedite ad una feroce critica dell'amministrazione statale cinese, accusano Pechino di aver abbandonato i dettami di Mao Zedong per un insolito regime economico liberista, che ha precipitato il paese nella corruzione dilagante.

Tra

LA SCHIENA SPEZZATA, O DELLE MISERIE DEL ”MESTIERE”

26 febbraio 2006


L' esperienza amara di un neo giornalista dal curriculum ‘’sovradimensionato’’ - Licenziato poco prima di firmare il contratto - ‘’Tabula rasa delle belle parole, la pratica è un’ altra cosa’’, dice la direttrice quarantenne – ‘’Dimentica tutto quello che hai imparato all’Università, perché solo così puoi lavorare, non solo da noi, ma dappertutto” – Il medico di De André

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di Marco Niro*

Quello che mi è successo di recente e che sto per raccontarvi insegna molto sul misero stato attuale delle possibilità di fare buon giornalismo in Italia, per un giovane che si avvicina al mestiere.

Ho 28 anni e una laurea a pieni voti in Scienze della Comunicazione. Finora, ho potuto praticare il giornalismo solo da collaboratore e da free-lance: tanto lavoro, poche gratificazioni, e soprattutto retribuzioni risibili. Tutte cose che si conoscono.

Ho però già avuto comunque una grande soddisfazione, in qualche modo legata alla professione che amo e che vorrei diventasse il mio mestiere. Alla fine dello scorso anno, l’editore Dedalo ha pubblicato un mio testo, nel quale ho criticato radicalmente il modo di praticare giornalismo e produrre informazione che oggi va per la maggiore: una critica argomentata da oltre

CORSA AI TABLOID: LE SFIDE DEL ”GRANDE PASSAGGIO”

25 febbraio 2006

Dal 27 al 29 marzo si terrà a St Petersburg (Usa) una Conferenza internazionale sui tabloid (World tabloid conference) e sul tumultuoso passaggio di molti giornali ai formati più piccoli - Sulle sfide di questo “Grande Passaggio” pubblichiamo un articolo di Roy Peter Clark, un commentatore del Poynter Institute e organizzatore dell’ incontro
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di Roy Peter Clark



Se fossi l’editore o il direttore di un quotidiano di formato tradizionale in qualsiasi angolo degli Stati Uniti, farei molta attenzione ad una forte tendenza che sta riguardando il futuro della stampa ormai in ogni parte del mondo: i grandi giornali si stanno convertendo in formati più piccoli.

Le dimensioni contano. Ma un unico formato non è adatto a tutti. Eppure la tendenza è: sempre più piccolo, più piccolo, più piccolo. Guardateli ridursi dai 54 pollici ai 50 pollici del formato web; dal formato tradizionale a quello che in Europa viene chiamato “compatto”: dal «super tabloid», conosciuto come il Berliner, giù fino al tabloid tradizionale.

In paesi come la Gran Bretagna e l’Olanda, le conversioni di formato stanno spuntando da tutte le parti. In Polonia e Sudafrica i tabloid selvaggi stanno testando

TV:UNA CAMPAGNA PER BANDIRE LA PUBBLICITA’ COMMERCIALE DALLA TELEVISIONE PUBBLICA BELGA FRANCESE

25 febbraio 2006

Una petizione di RESPIRE, un’ associazione senza fini di lucro fondata da giornalisti e intellettuali nel novembre scorso a Waterloo.
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L’ associazione belga RESPIRE ha lanciato una campagna per ‘’liberare la Radiotelevisione belga francofona(RTBF, azienda pubblica autonoma, come la Rai, ndr) dalla pubblicità commerciale’’.

Respire – ‘’Gruppo di riflessione e d’ azione per liberare lo spazio pubblico dalla pubblicità commerciale’’, questa la definizione completa - è un’ associazione senza fini di lucro fondata nel novembre del 2005 da giornalisti e intellettuali e ha sede a Waterloo.

L’ associazione ha come obbiettivo di ‘’sensibilizzare l’ opinione pubblica e aprire un dibattito politico sul funzionamento della pubblicità e del sistema pubblicitario in vista della liberazione dello spazio pubblico dalla pubblicità commerciale’’ (qui lo Statuto ).

‘’I membri e gli aderenti all’ associazione – spiega il manifesto di fondazione – ritengono che la pubblicità commerciale e il sistema pubblicitario che la organizzano siano nocivi alle persone, alla società e alla natura’’.

La pubblicità commerciale viene definita una ‘’cancrena’’ per la RTFB, che verrebbe ‘’trasformata in supporto di interessi mercantili, allontanandola dalla sua missione di servizio pubblico

RIVOLTA A ‘MARIE CLAIRE’ MENTRE SI IMBELLETTA PER L’ 8 MARZO: L’ ALTRA FACCIA DEI ‘FEMMINILI’

24 febbraio 2006

Festeggiamenti e iniziative ‘’umanitarie’’ per l’ 8 marzo, la festa della donna, mentre fiocca un licenziamento ‘’esemplare’’ di una redattrice che, con altre sette colleghe, ha osato contestare la direzione – La faccia nascosta di Marie Claire, un duro articolo sul mondo dei ''femminili'' pubblicato da Acrimed - ‘’Ma in tutto questo, il giornalismo che cosa diventa?’’
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Rivolta dei giornalisti a Marie Claire – uno dei più noti e diffusi 'femminili' europei, intorno a cui ruota un marchio di grosso peso nel campo del consumo dei beni di lusso - contro il licenziamento di una giornalista che da 22 anni lavorava per la rivista.

Il licenziamento – ‘’esemplare’’ lo definiscono i redattori e il sindacato dei giornalisti francesi – è venuto dopo che otto redattrici avevano chiesto alla direttrice, Tina Kieffer, di fissare un incontro per discutere delle ‘’disfunzioni’’ del giornale.

Ufficialmente – ha scritto Libération in questi giorni – il licenziamento non ha nulla a che vedere con questa richiesta di incontro. Ma di fatto la giornalista – afferma la Snj-Cgt (il sindacato dei giornalisti aderente alla Cgt) – è stata ‘’sacrificata per dare l’ esempio’’.

Mentre i sindacati chiedono l’ annullamento del

IFEX: ULTIME DAL MONDO

20 febbraio 2006

Vignette sataniche: appello per la liberazione di sei giornalisti detenuti - Colombia: il vicepresidente annuncia la creazione di un gruppo di lavoro per indagare sulle uccisioni dei giornalisti – Messico: un procuratore speciale per le indagini sui giornalisti ammazzati 1. VIGNETTE SATANICHE: UN APPELLO ALLA LIBERAZIONE DEI GIORNALISTI DETENUTI

Un appello e una petizione per la liberazione dei sei giornalisti attualmente detenuti in Yemen e in Algeria per aver riprodotto le vignette satiriche sull’ islam sono stati lanciati da Reporters sans frontiers, secondo cui ‘’qualsiasi cosa si pensi delle caricature del profeta e dell’ opportunità di pubblicarle, è assolutamente ingiustificabile che dei giornalisti siano detenuti o minacciati di morte e che delle pubblicazioni siano state chiuse per aver riprodotto quei disegni.
Complessivamente, ricorda Rsf, dei procedimenti giudiziari sono stati aperti contro almeno 11 giornalisti – di cui sei arrestati. In alcuni casi essi rischiano delle pesanti condanne. In particolare, in Yemen tre giornalisti sono in stato di arresto sulla base di un articolo della legge sulla stampa che ‘’vieta la pubblicazione di tutto ciò che possa nuocere alla fede islamica o denigri una religione monoteista’’. Non sono meno di 13, secondo Rsf, le testate chiuse definitivamente o temporaneamente

DAL GIORNALISMO DEI CITTADINI UNA VOCE ALTERNATIVA PER ISRAELE

19 febbraio 2006

Scoop.co.il, un giornale on line fondato da un ex redattore del Maariv
contro il conformismo dell’ informazione dominante, sarà aperto alla collaborazione di tutti i cittadini – Tre società controllano l’ 80% dell’ informazione di Israele
Il giornalismo civico può democratizzare i media israeliani, secondo i fondatori di un nuovo sito web realizzato per dare voce a chi è escluso dall’ informazione dominante.

Si tratta di www.Scoop.co.il , lanciato dall’ ex giornalista del Maariv Michael Weiss con un finanziamento dell’ imprenditore Michael Eisenberg. Entrambi sono stati spinti a realizzare il sito dopo aver partecipato a Seoul nel giugno 2005 alla Conferenza internazionale organizzata da OhMyNews, uno degli esperimenti più avanzati nel campo del cosiddetto citizen journalism, che conta ormai su 400 cittadini-reporter.

In un articolo di Jemima Kiss su www.journalism.co.uk , Weiss spiega che il sito intende fare leva sulla larga sfiducia dell’ opinione pubblica nei confronti dei media israeliani. Sostiene di essere molto scettico sulla qualità di un’ industria che opera con un altissimo livello di proprietà incrociate e i cui contenuti sono marcatamente determinati dalle pesanti influenze dei centri

COMMENTI DEI LETTORI ANCHE ALLE INSERZIONI PUBBLICITARIE SU UN GIORNALE ONLINE USA

18 febbraio 2006

Sul sito web di un giornale dell’ Indiana i lettori possono lasciare commenti anche alle inserzioni pubblicitarie – Secondo Steve Outing, un redattore esperto del Poynter Institute for Media Studies, si tratta di ‘’una grande idea’’ sulla strada dell’ interazione fra giornali e cittadini. ------------------

Commenti dei lettori anche ai redazionali pubblicitari. E’ l’ idea di un giornale on line dello stato dell’ Indiana, segnalata su Poynter e-media tidbits ) da Steve Outing, senior editor al Poynter Institute for Media Studies. ‘’Sono favorevole ai siti giornalistici che ammettono la possibilità di aggiungere dei commenti ai contenuti – e intendo tutti i contenuti, compresa la pubblicità. Naturalmente si tratta forse di un punto di vista radicale, visto che la grande maggioranza dei media continua a rendere impossibile i commenti dei lettori persino agli articoli’’.

Il giornale è il Muncie Free Press, che esce a Muncie, nell’ Indiana (Usa), gestito fa K. Paul Mallasch con la collaborazione di qualche redattore volontario.

Mallasch – spiega Outing – dice di aver avuto successo recentemente vendendo "advertorials" , cioè redazionali, articoli publicitari. ‘’Sostanzialmente – spiega - si tratta di inserzioni confezionate come degli articoli in cui

CINA: UNA TASK FORCE DEL GOVERNO USA PER ‘’AIUTARE’’ GOOGLE, YAHOO! E MICROSOFT

17 febbraio 2006

Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato Usa in occasione dell’ audizione al Congresso dei dirigenti delle società tecnologiche - La task force farà pressioni sui governi dei paesi stranieri ove dovessero sorgere difficoltà nell’ azione delle corporation, che hanno salutato con molto favore la decisione.
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Il dipartimento di Stato Usa ha annunciato la costituzione di una task force speciale col compito di ''aiutare'' Microsoft, Yahoo!, Google, e gli altri colossi dell' informatica americani a ‘’proteggere la liberta' d'espressione’’ in paesi come la Cina.

L’ annuncio – sottovalutato o del tutto taciuto dalla stampa italiana - è venuto in occasione dell’ audizione al Congresso dei dirigenti delle grandi società tecnologiche americane.

Il governo cercherà quindi di scaricare su di sé e trasferire a livello di rapporti ufficiali le difficoltà di movimento dei colossi informatici in paesi complessi come la Cina. E’ stato infatti spiegato che la task force farà pressioni sui governi dei paesi stranieri ove dovessero sorgere delle difficoltà nell’ azione delle corporation.

Queste ultime hanno accolto con favore la decisione del Dipartimento di Stato. ''L'approccio del rapporto a livello di governi è quello che volevamo'', ha detto una