Monthly Archives: gennaio 2006

CITIZEN JOURNALISM:
GARE E INCENTIVI PER INVOGLIARE A SCRIVERE

20 gennaio 2006


La novità sul fronte del giornalismo dal basso si chiama Everyday Hogwash (stupidaggini quotidiane) e raccoglie le più disparate lamentele dei cittadini - Per incoraggiare i contributi, una vera e propria competizione tra i partecipanti, con la possibilità di guadagnare denaro per un vincitore giornaliero, settimanale e un Grand Prize Winner scelto da una giuria di otto giudici, blogger, giornalisti, esperti di media.

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Nasce Everyday hogwash, un nuovo sito Internet che mescola gli ingredienti del blog e del citizen journalism. L’idea di partenza è semplice: il sito raccoglie le più disparate lamentele a proposito di seccature di diverso genere che i cittadini hanno dovuto sopportare da parte delle aziende alle quali si sono rivolti. Come, d’altronde, suggerisce il nome stesso: “stupidaggini quotidiane”.

«Costi nascosti. Scritte molto piccole. Aerei sovraffollati. Musica d’attesa ipnotica». Le brutte esperienze con le compagnie sono esperienze frequenti quindi, suggerisce Everyday Hogwash, «condividiamole e raccontiamoci in modo terapeutico i milioni di modi in cui le aziende ci hanno infastidito».

Per incoraggiare i contributi, il sito è costruito con una vera e propria competizione tra i partecipanti, con la possibilità di guadagnare denaro per un vincitore

‘’REPORT IT NOW’’, UNA CAMPAGNA PER RIDARE FIDUCIA AL GIORNALISMO

16 gennaio 2006


Inspirata dal film di Gorge Clooney «Good Night and Good Luck», parte negli Usa la campagna Report it Now, lanciata da una coalizione di organizzazioni, fra cui l'American Civil Liberties Union (Aclu) e la rivista Salon. La campagna – qui - incoraggia i cittadini americani a inviare articoli su vicende che, a loro avviso, non sono state ben coperte oppure sono state ignorate dai media di massa.

Il titolo della campagna – Report it now – si richiama a quello del programma – See it now – che nel 1953, mentre la televisione stava cominciando ad imporsi al pubblico, veniva condotto sulla CBS dal giornalista Edward R. Murrow , protagonista del film di Clooney.

‘’Come Murrow – spiegano gli organizzatori della campagna rivolgendosi ai cittadini – puoi contribuire a far rinascere la fiducia nella fondamentale missione del giornalismo. Report it Now e diventa un guardiano dell’ interesse pubblico’’.
‘’Una stampa vigile e una cittadinanza informata
– aggiungono gli attivisti - sono essenziali in una democrazia sana. Un buon giornalismo è in fondo una potente forma di patriottismo … Unisciti alla campagna Report it Now per discutere sull’ importanza del

IFEX: ULTIME DAL MONDO

15 gennaio 2006

Bangladesh: militanti islamisti attaccano i giornalisti - Cambogia, cresce la repressione delle critiche al governo – Istituito ad Amman un fondo d’ urgenza per scrittori e giornalisti - Una iniziativa per la trasparenza delle organizzazioni finanziarie - Uno scrittore e una docente universitaria cinesi premiati per la loro difesa della libertà di espressione 1. BANGLADESH : MILITANTI ISLAMICI ATTACCANO I GIORNALISTI

Nel Bangladesh, considerato unanimemente come uno dei paesi più pericolosi del mondo per la stampa, il 2005 è stato un anno durante il quale i militanti islamismi hanno sempre di più attaccato i giornalisti, secondo la Fedrerazione internazionale dei giornalisti (IFJ), Media Watch, Reporters sans frontières(Rsf) e il Committee to protect journalists (Cpj).

Da settembre 2005, precisa Rsf, più di 50 giornalisti e 10 testate hanno ricevuto minacce dall’ organizzazione islamista (fuori legge) « Jamaat-ul-Mujahideen Bangladesh » (JMB), per aver pubblicato articoli ritenuti anti-islamisti.

Vedi
- RSF: http://www.rsf.org/article.php3?id_article=16040
- Dossier di Media Watch: http://www.ifex.org/en/content/view/full/71340/
- CPJ: http://www.cpj.org/attacks04/asia04/bangla.html
- FIJ : http://www.ifex.org/en/content/view/full/69953 -
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2. CAMBOGIA : SI ESTENDE LA REPRESSIONE DELLE CRITICHE AL GOVERNO

Le autorità Cambogiane hanno proceduto recentemente all’ arresto di tre militanti dei diritti dell’ uomo e avviato almeno nove procedimenti penali per diffamazione

ANCORA IN CALO NEI TG LE NOTIZIE SULLE EMERGENZE UMANITARIE

15 gennaio 2006


Un’ analisi di Medici senza frontiere, Osservatorio crisi dimenticate e Osservatorio di Pavia – Lo spazio passato dal 17,5 all’ 11,6% - 1 ora e 37 minuti al fenomeno AIDS in generale, di cui 1 solo minuto dedicato alla lotta all'AIDS in Africa - Zero minuti ai conflitti interreligiosi in India nord-orientale o alla situazione in sud Sudan.
Nel 2005 i TG nazionali – Rai, Mediaset e la7 - hanno dedicato alle emergenze umanitarie nel loro insieme circa 293 ore su un totale di 2.539 ore di programmazione, ovvero l'11,6% dello spazio. Un dato in netta diminuzione rispetto al secondo semestre del 2004, quando lo spazio era stato il 17,5%.

E’ quanto emerge da un’ analisi - (qui) - che Medici Senza Frontiere e l’ Osservatorio crisi dimenticate hanno svolto in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia e che è stata presentata in occasione della pubblicazione del rapporto internazionale sulle crisi umanitarie più ignorate dai media*.

Così come nel 2004 – spiega Medici senza frontiere -, anche quest'anno la crisi irachena risulta la più seguita dai TG di pranzo e sera (136 ore, cioè il 46% del tempo dedicato alle emergenze internazionali);

SE TERRA ‘OCCUPATA’ DIVENTA ‘CONTESA’

14 gennaio 2006

Robert Fisk

Robert Fisk: la Palestina condannata anche attraverso gli slittamenti semantici – Un articolo su Z-net ‘Circa due anni fa, la parola "insediamenti" fu rimpiazzata da "quartieri ebraici" [...] la terra palestinese "occupata" fu descritta in maniera più morbida [...] come terra palestinese "contesa" [...] Poi c'è il "muro", [...] sempre più spesso oggigiorno, i giornalisti lo definiscono una "recinzione" [...] sebbene il grande serpente di calcestruzzo e acciaio che si snoda nella parte est di Gerusalemme sia più alto del vecchio muro di Berlino. [...] L'effetto semantico di questo offuscamento giornalistico è chiaro. [...] il solo fatto di protestare violentemente contro qualcuno di questi fenomeni fa apparire la popolazione palestinese come generalmente malvagia. Con il nostro uso del linguaggio noi li condanniamo’’.

E’ l’ analisi che il giornalista inglese Robert Fisk fa del meccanismo semantico con cui vengono generalmente descritte le vicende israelo-palestinesi in un articolo su Z-net.it .

SUL PRESUNTO ANTISEMITISMO DI CHAVEZ
LA STAMPA INTERNAZIONALE
RIPRENDE UNA NOTIZIA MANIPOLATA

14 gennaio 2006


Lo rivela Gennaro Carotenuto, collaboratore della rivista Latinoamerica, in un articolo che pubblichiamo - La manipolazione per ottenere un effetto delegittimante - 44 milioni di dollari l' anno per alimentare il sistema di disinformazione
La sede di Buenos Aires del Centro Wiesenthal ha voluto leggere in una dichiarazione del presidente venezuelano Hugo Chávez delle dichiarazioni antisemite. Queste dichiarazioni, non solo non sono mai state pronunciate, ma sono state chiaramente manipolate per ottenere un effetto delegittimazione del presidente bolivariano. Lo stesso Centro Wiesenthal di Buenos Aires, sulla base di questa manipolazione, si spinge fino a chiedere la sospensione dell'ingresso del Venezuela nel Mercosur.

Ovviamente la versione manipolata del discorso di Chávez, è stata ripresa dalla stampa mondiale senza alcun tipo di verifica.

E' improbabile che sia stato lo stesso Centro Wiesenthal a confezionare il caso, ma se n'è fatto latore spendendo nella peggior maniera il proprio prestigio. Non è difficile -ma è doveroso- fare chiarezza.

Il 24 dicembre 2005 il presidente Hugo Chávez Frías ha affermato:
'El mundo tiene suficiente para todos, pero resultó que algunas minorías, descendientes de los que sacaron a Bolívar de aquí, crucificándolo también a su manera, en

MEDIA MULTICULTURALI
IN ONDA ANCHE UN TG IN UCRAINO

13 gennaio 2006

Natalya Tribushuk

Su TeleClub Italia ogni martedì sera – Nata una Federazione dei media culturali stranieri che intende riunire le iniziative di informazione rivolte agli immigrati in Italia per migliorare la qualità dei servizi attraverso lo scambio di esperienze tra i vari operatori, mediante incontri, seminari, congressi e corsi Fra le pieghe del sistema dell’ informazione c’ è anche un telegiornale in lingua ucraina. Si chiama TCH Clan e va in onda, con sottotitoli in italiano, ogni martedì sera alle 18.30, con replica alle 21.30, su TeleClub Italia. Può essere visto da chi abita nella parte nord di Napoli e a Caserta. La conduzione è affidata a Nataliya Trybushuk, presidente dell’Associazione delle donne ucraine di Giugliano (Napoli).

E’ solo uno dei nodi di una rete molto ricca – anche se poco conosciuta – di strumenti di informazione degli – e per gli – stranieri che vivono in Italia e che alla fine di novembre hanno dato vita anche a una Federazione dei media culturali stranieri.

La trasmissione, della durata di mezz’ora circa, è suddivisa in tre parti principali: interviste e servizi realizzati nella realtà locale dalla conduttrice con la sua videocamera, notizie dall’Ucraina reperite in

FALSE NOTIZIE E ALTRE DISGRAZIE SOCIALI

12 gennaio 2006



Su Znet.it una intervista a Noam Chomsky sul sistema dell’ informazione – Uno dei segni del declino del mercato -dice- è la pubblicità:‘’Se c’ è un vero mercato tu non pubblicizzi, offri solamente informazioni’’
‘’Prendi il New York Times per esempio. Loro hanno qualcosa che chiamano il “buco per le notizie”. Quando i redattori devono impaginare il giornale di domani, la prima cosa che fanno tra le tante cose importanti è sistemare le inserzioni pubblicitarie. Poi rimane un piccolo spazio chiamato “il buco per le notizie”, e lo riempiono di piccole cose. Da questo si capisce come i media siano solo grandi società private che chiaramente rappresentano gli interessi dei loro proprietari, dei loro mercati, dei quali sono inserzionisti; e per quanto riguarda i giornali dell’elite, più o meno la classe manageriale, la popolazione ben educata con cui fanno affari. Il risultato che si ottiene è la prospettiva veramente limitata di come il mondo realmente 蒒.

E’ Noam Chomsky che parla in una intervista di qualche giorno fa alla trasmissione No One's Listening, di cui ZNet.it ha curato la traduzione col titolo ‘’ Sulle false notizie e altre disgrazie sociali’’ (l' intervista

LA REALTA’ E LA MANIPOLAZIONE DEI MEDIA

9 gennaio 2006

Ci sono fatti importanti che, se portati in primo piano, potrebbero cambiare la nostra visione della realtà e che invece il sistema dei media relega in uno sfondo nebbioso. Sono i fog facts, a cui è stato dedicato un saggio di Larry Beinhart, scrittore e saggista Usa interessato all’ influenza della politica sui mezzi di informazione di massa Il libro si intitola ‘’Fog facts: Searching for Truth in the Land of Spin’’. ( Qui una scheda del libro)> .

Znet.it pubblica una intervista di Joshua Holland a Beinhart, comparsa su Alternet , in cui il saggista spiega, descrivendone i meccanismi in relazione ad alcuni episodi, come – e perché - il sistema dei media Usa renda nebulose alcune vicende chiave operando una decisiva manipolazione della realtà. Lo scandalo oil-for-food, per esempio, o il conteggio dei voti dopo le elezioni del 200 in Florida.

L' intervista è qui.

UN PO’ DI UMILTA’, PLEASE

8 gennaio 2006



La grande bufala dei minatori dati per morti ha nuovamente svelato la presunzione dei giornali di carta e il timore di ammettere i limiti che la realtà impone anche a grandi testate.
La cultura professionale del giornalismo Usa si sta interrogando in questi giorni non solo sui limiti e le responsabilità della clamorosa beffa che ha portato tutti i quotidiani del paese a dare per vivi i dodici minatori che in realtà erano morti ma anche sul fatto che i giornali di carta con versione o sito on line non hanno ancora maturato la coscienza di essere solo una delle piattaforme di distribuzione dell’ informazione che la redazione produce. E che in certe occasioni la presunzione gioca dei brutti scherzi.

Un aspetto quest’ ultimo - altrettanto interessante dell’ analisi sui meccanismi della colossale ‘’bufala’’ - che Mario Tedeschini Lalli ha segnalato nel suo ‘’Giornalismo d’ altri’’ (qui).

Tedeschini Lalli riporta i ragionamenti che Steve Outing, uno degli animatori del sito di Poynter Institute, ha sviluppato in un articolo dal titolo ‘’ Coal Miners Story: A Partial Solution for Print’’ – e si rallegra