Monthly Archives: gennaio 2006

QUALE FORMAZIONE PER IL GIORNALISTA? NASCE UN NUOVO MASTER MENTRE CAMBIA LA LEGGE SULL’ ACCESSO

31 gennaio 2006


Il 19 ottobre scorso ha preso vita anche il Master toscano in giornalismo, in corso presso le tre Università di Firenze, Siena e Pisa - L’ Ordine Nazionale ha dichiarato che questa sarà l’ultima scuola che verrà riconosciuta come sostitutiva al praticantato. Nel frattempo però ci si interroga anche sulle possibili conseguenze della riforma della professione, che cambierà le modalità di accesso al mestiere - Il dibattito che si è sviluppato in queste settimane
Il 22 dicembre è stato approvato il progetto di riforma dell’ accesso alle professioni per le quali sono previsti gli esami di Stato, compresa dunque anche quella giornalistica. A partire dal 2013 potranno essere ammessi all’esame di abilitazione solamente i candidati in possesso di una laurea, almeno di primo livello. Inoltre il secondo requisito prevede sempre un periodo di pratica giornalistica, da compiersi però attraverso il conseguimento di una laurea specialistica oppure di un Master universitario biennale, presso istituti ed enti riconosciuti dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
Addio dunque al praticantato nelle redazioni, alla raccomandazione come modalità principale di accesso alla professione. Non basterà più il diploma di terza media e in commissione d’esame siederanno anche i docenti universitari.
Questo cambiamento, in linea con

RISOLUZIONE IFJ ALL’ ONU PER LA SICUREZZA DEI GIORNALISTI

30 gennaio 2006

Centocinquanta operatori dei media uccisi nel 2005 - Il Rapporto dell' Ifj denuncia la cultura dell' indifferenza e dell' impunità . Una risoluzione sulla sicurezza dei giornalisti è stata presentata ai membri del consiglio di sicurezza dell' Onu dalla Federazione internazionale dei giornalisti. La risoluzione - (qui) - chiede di assegnare al Segretario generale il mandato di seguire e sostenere gli sforzi dei governi per assicurare alla giustizia i responsabili delle uccisioni dei giornalisti.

L' obbiettivo dell' iniziativa è vincere ''la cultura della negligenza e dell' indifferenza che circonda le uccisioni di giornalisti nel mondo'' e che, aggiunge l' Ifj nel suo Rapporto di fine d' anno, ''rende più pericoloso che mai per la stampa fare il proprio mestiere''.

Nel 2005 sono stati 150 i giornalisti e lavoratori dell' informazione uccisi nel mondo. Si tratta di un record, rileva l' Idj che sollecita un' azione internazionale che metta fine all' impunità. I paesi più pericolosi per i giornalisti restano l' Iraq, con 35 morti, le Filippine (10 morti) e la Colombia, il Messico e Haiti, dove sono stati registrati 9 omicidi .

Ottantanove dei 150

IN 5 ANNI SI DIMEZZERA’ IL TEMPO DEDICATO ALLA LETTURA DEI QUOTIDIANI

28 gennaio 2006
Uno studio dell' ISIMM - La quota di time-share dei giornali scendera' dal 41 al 22%. Aumenterà piu' del doppio invece il tempo dedicato a Internet, dal 9 al 24%, mentre arriverà fino al 20% il tempo dedicato ai contenuti generati direttamente dai cittadini nella forma di blog o videoblog. Da qui al 2010 si passera' sempre meno tempo a sfogliare le pagine di un giornale: la quota di time-share scendera' dal 41 al 22%. Aumenterà piu' del doppio invece il tempo dedicato a Internet, dal 9 al 24%, mentre arriverà fino al 20% il tempo dedicato ai contenuti generati direttamente dai cittadini nella forma di blog o videoblog. E crescerà anche l' uso dei cellulari come fonte di informazione passando da meno dell'1% al 5%. Stabile la radio che, tra i mezzi di informazione del futuro, manterrà una posizione preminente.

Sono alcuni dei dati contenuti in una ricerca dell' Isimm - L'informazione nell'era multimediale, scenari e nuove tendenze - dedicata alle trasformazioni in corso all'interno del rapporto fra il pubblico, i media e l'informazione giornalistica on line e presentata a Milano insieme ad uno studio della Gartner (consultabile

MAGNASCHI (ANSA):
IL FOTOGIORNALISMO STA EMERGENDO

28 gennaio 2006

Pierluigi Magnaschi

Secondo il direttore dell'Ansa, nei prossimi anni si rafforzerà il ruolo e la cultura della fotografia – Ma i giornalisti di fotografia&informazione protestano per la decisione dell’ Ansa di eliminare le didascalie dalle foto pubblicate in un libro edito dall' agenzia

(dal bollettino del Gsgiv, Gruppo di specializzazione dei giornalisti dell'informazione visiva)

Sempre più cultura dell'informazione visiva nei giornali italiani ed enorme crescita del fotoreportage soprattutto sul piano della qualità. Queste le previsioni fatte da un personaggio che sicuramente conosce bene giornali e mercato dell'informazione: Pierluigi Magnaschi, direttore dell' Ansa che , oltre ad essere la numero uno delle agenzie giornalistiche italiane, è pure la seconda azionista dell'agenzia europea Epa.

Le valutazioni di Magnaschi sono state fatte in un'intervista rilasciata al "Ducato", quotidiano online dell'Istituto per la formazione al giornalismo dell'Università di Urbino.

Il direttore dell'Ansa, nonostante il suo ottimismo per il futuro del settore, non si è però sbilanciato nel fare dichiarazioni su eventuali progetti di potenziamento del dipartimento fotografico della sua agenzia, svicolando soprattutto davanti a domande sugli organici attuali dell'Ansa.
Risposte non date che per certo non soddisferanno i colleghi fotoreporter che, spesso da anni e anni, lavorano a tempo pieno nelle redazioni dell'agenzia con regole d'ingaggio che nulla hanno

”NOTIZIE, NON GOSSIP”, CHIEDONO LE RIVISTE MISSIONARIE

27 gennaio 2006

Sul numero di febbraio delle 42 riviste aderenti alla Federazione stampa missionaria italiana un editoriale comune che denuncia i limiti dell'informazione sul Sud del mondo - Nel mirino della Fesmi in particolare la Rai - Una campagna di sensibilizzazione (da Agenzia redattore sociale)

ROMA – “Notizie, non gossip”. Con questo titolo provocatorio esce sul numero di febbraio delle riviste aderenti alla Fesmi (Federazione stampa missionaria italiana)* un editoriale comune che denuncia i limiti dell’informazione nostrana, soprattutto televisiva, sul Sud del mondo. Le riviste missionarie chiedono un salto di qualità nel segno di una maggiore attenzione ai popoli, alle culture extraeuropee, abbandonando un certo provincialismo che sembra connotare i Tg di casa nostra, che non di rado indugiano in argomenti di corto respiro, dando eccessivo spazio al gossip.

Nel mirino della Fesmi è, in modo particolare, la Rai: dal servizio pubblico infatti, i direttori delle testate missionarie si aspettano un’informazione più partecipe, capace di offrire un quadro più completo di quanto accade in altre parti del mondo. La Fesmi sta studiando, a questo proposito, le modalità più adatte per una campagna di sensibilizzazione non solo del proprio bacino di riferimento ma

FRANCIA: I GIORNALISTI VOGLIONO IL DIRITTO DI VETO SULLA NOMINA DEI DIRETTORI

23 gennaio 2006


Si allargano le adesioni al Forum delle Società di giornalisti – Rappresentati oltre 3.000 giornalisti di 23 testate - Il leader del Ps François Hollande annuncia la presentazione di una proposta di legge sull’ obbligatorietà delle SDJ
I giornalisti francesi hanno lanciato una campagna per conquistare il diritto a sedere nei consigli di amministrazione delle società editrici e la possibilità di esercitare il diritto di veto sulla nomina dei direttori giornalistici. E’ nato con questo obbiettivo il Forum delle Società di giornalisti, organismi paralleli a quelli sindacali, a cui hanno già aderito le redazioni di 23 organi di informazione, per complessivi 3.000 giornalisti, col compito di coordinare la campagna.

Si tratta dei principali organi d' informazione del paese. Alle 13 testate che avevano dato vita nelle settembre scorso al Forum - i quotidiani Le Figaro, Libération, Le Monde, La Tribune, L’ Equipe; i settimanali L’ Express, L’ Expansion, Le Journal du Dimanche, Le Nouvel Observateur, Le Point, Marianne, Télérama e il mensile Sciences et Avenir - si sono aggiunte nei giorni scorsi altre 10 testate: Radio France internationale (RFI), l’Humanité, le Midi libre, Télé 7 jours, Paris Match, l’Etudiant, l’Alsace, Le Monde interactif, Radio France e

IL GIORNALISMO ON LINE IN EUROPA
UNO STUDIO COMPARATO SU 16 PAESI

22 gennaio 2006
Il lavoro è stato coordinato da due docenti dell' Università di Amsterdam - Si tratta della più approfondita analisi sulla stampa on line europea che sia stata finora compiuta. Allo stato del giornalismo on line in Europa e ai suoi rapporti con quello stampato è dedicato un ampio studio curato dai professori Richard van der Wurff ed Edmund Lauf* dell’ Università di Amsterdam pubblicato col titolo Print and online newspapers in Europe. A comparative analysis in 16 countries .
Si tratta della più approfondita analisi sulla stampa on line europea che sia stata finora compiuta.

Più di 50 studenti hanno collaborato alla realizzazione del lavoro, che compara contenuto, format e modelli editoriali dei principali giornali di Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia

Per i giornali on line lo studio è partito analizzando le edizioni di ciascuno di essi in un determinato giorno.

A ogni paese è stato dedicato un capitolo, che contiene le stesse tavole in modo da aiutare il lettore a fare delle comparazioni e a trovare le informazioni che lo interessano.

Lo studio è stato realizzato nell’ ambito del progetto

L’ AMMINISTRAZIONE BUSH E LA GUERRA D’ INFORMAZIONE

22 gennaio 2006
‘’L'amministrazione Bush ha autorizzato massicce operazioni illegali di spionaggio ed è impegnata attivamente nell'inserire storie pro America nella stampa straniera. Ciò suggerisce che la strategia globale che l'amministrazione ha nella gestione delle informazioni è ben più estesa di quanto si immaginasse in origine’’. A questa strategia è dedicato un ampio articolo che Mike Whitney ha scritto per Z-net e che è stato ora pubblicato in italiano su Zmag.org.
‘’La manipolazione delle notizie e delle informazioni – spiega Whitney* - è in prima linea nella guerra di Bush contro il terrore, una strategia completa avente il fine di controllare ogni singolo pezzo di informazione che i cittadini ascoltano, guardano o leggono, dalla culla alla tomba. È una guerra dell'informazione a una scala tale che stupirebbe George Orwell.

È solo in questo contesto che possiamo renderci conto di come le minacce di Bush di bombardare Al Jazeera sono del tutto in linea con l'approccio generale dell'amministrazione. Controllare l'informazione è visto come una necessità militare e coloro i quali propongono una versione alternativa dei fatti sono nemici giurati di Washington. In questo senso possiamo capire come Al Jazeera dovrebbe essere distrutta per preparare la strada a una più grande democrazia’’. (il testo integrale

LE FONTI: LA LEZIONE DELLA TRAGEDIA DI SAGO

21 gennaio 2006


Domande delicate sul campo e in redazione, dove si ha il dovere di restare scettici – Non lasciare che i titoli più drammatici e le voci più forti prevalgano
di Scott M. Libin (Poynter)
(da http://www.poynter.org/column.asp?id=34&aid=94841

La storia della tragedia delle miniere di Sago riporta alla mente la controversia sulla copertura giornalistica dell’ uragano Katrina. In entrambi i disastri, i giornalisti hanno dato conto dei drammatici sviluppi utilizzando fonti plausibilmente affidabili, solo per capire più tardi che le loro informazioni non erano accurate.
E’ semplice capire come in entrambi i casi sia potuto accadere, ma nel caso della vicenda di Sago è piuttosto difficile da scusare.

Due tipi di questioni sono state comunque sollevate dalle due vicende: alcune formulate dai reporter sul campo, e altre dai colleghi nelle redazioni.
Le notizie sulle atrocità provocate dalla rottura degli argini a New Orleans hanno scioccato i lettori, che non volevano credere alla notizia ma alla fine hanno dovuto farlo perché essa proveniva dal capo della polizia e dal sindaco. La notizia della sopravvivenza dei dodici minatori ha portato invece per un momento gioia e sollievo ad un’ audience ansiosa, che ci voleva

TV LA MIGRAZIONE VERSO INTERNET
DOPO IL PORNO LE NEWS

21 gennaio 2006

Una nuova ricerca di e-media institute
Dopo il genere porno, un secondo genere televisivo vede i consumi e l'attenzione degli utenti migrare su Internet e abbandonare progressivamente la TV. In televisione, il genere editoriale "news - current affairs" è in piena crisi.

Secondo i primi risultati di un’indagine avviata da e-media institute, su un panel di 100 utenti residenziali di connessione broadband, Internet è in assoluto la prima fonte di assunzione di notizie e fatti del giorno. Gli utenti broadband guardano poco i telegiornali e i programmi di notizie in TV: si informano direttamente e con maggiore tempestività da Internet; navigano, cercano e guardano i frammenti audiovisivi più allettanti.

‘’La ricerca – spiega e-media institute - mette in evidenza alcuni comportamenti interessanti che suggeriscono come il genere "news - current affairs" abbia fatto il suo ingresso definitivo in una epoca neo-editoriale’’.