‘MY DAILY 10’, PRIMO QUOTIDIANO PER BAMBINI IN USA

| 10 dicembre 2006 |

E’ online e si ‘’acquista’’ solo per abbonamento, 8.9 dollari al mese – Lo pubblica una joint venture fra due aziende che già stampano in Francia quattro quotidiani per bambini e ragazzi fra i 5 e i 16 anni – Il racconto di Jeff Mignon

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Si chiama MyDaily10 ed è il primo quotidiano Usa per bambini (8-10 anni). E’ stato lanciato qualche giorno fa e si ‘’acquista’’ solo online e per abbonamento. Per ora 8,99 dollari al mese: 20 numeri per quattro settimane.

MyDaily10 è edito da Play Bac Press USA – una joint venture tra Play Bac Presse France (70%) e 5W Mignon-Media (30%), un Centro di consulenza editoriale che fa capo a Jeff Mignon – e si richiama a un analogo quotidiano per bambini che Play Bac Presse France pubblica in Francia insieme ad altri tre quotidiani.
Si tratta di Le Petit Quotidien, diretto alla fascia di età fra gli 8 e i 10 anni. Gli altri tre sono Quoti (5-7 anni), Mon Quotidien (11-13 anni) e L’ Actu (14-16 anni).

I quattro giornali hanno un totale di 200 000 abbonati e 2,4 milioni di lettori, ‘’che – spiega Jeff Mignon a Lsdi – ne fanno il primo quotidiano francese’’.

My Daily 10 non accetta pubblicità (‘’non ancora’’, dice Jeff).

Lo staff è compost da un redattore capo, due redattori – di cui uno a tempo parziale -, un segretario di redazione/correttore (tempo parziale). In più un addetto al marketing, oltre a Jeff Mignon, e due programmatori (anch’ essi a tempo parziale).

Più che un sito web, comunque, si tratta di un e-paper. I bambini possono girare le pagine e salvare le foto, le infografie e i fumetti. E se vogliono possono scaricarne una versione in Pdf per leggerla online oppure stamparla.

Un test editoriale molto interessante

La scommessa è infatti capire se i genitori americani siano pronti a pagare per un e-paper sulla rete. E quanto.

‘’Con François Dufour, il proprietario delle edizioni Play Bac – ci racconta Jeff Mignon – avevamo inventato Mon Quotidien in Francia 12 anni fa. E subito, oltre a svilupparne altre versioni per altre fasce d’ età, abbiamo pensato di tentare l’ avventura negli Usa. Sin dal 1997 per essere precisi.

Da allora abbiamo tentato diverse soluzioni (online, a stampa) con diversi partner, fra cui l’ AP e il Miami Herald. Quest’ anno abbiamo deciso di lanciarci nell’ avventura da soli, Play Bac e noi.

Riteniamo che una iniziativa che funziona in Francia possa andar bene in vari altri paesi.
Ricordiamo che la Francia, dove va molto bene, è un paese con un debole tasso di penetrazione per la stampa quotidiana, uno dei più deboli del mondo occidentale.

Il problema degli Usa è la dimensione del paese. Come distribuire un quotidiano nazionale tutti i giorni? E’ per questo che inizialmente ci siamo orientati verso la stampa quotidiana locale. Quando però abbiamo capito che non saremmo mai riusciti a convincere abbastanza testate, abbiamo deciso di tornare alla nostra prima idea: la rete come strumento di diffusione.

A questo punto il problema è: i genitori sborseranno dei soldi per un giornale online per i bambini? Nessuno paga per l’ informazione online. Basterà il fatto che si tratta di un prodotto educativo e che non somiglia tanto a un sito quanto a un vero e proprio giornale? E’ quello che ora capiremo’’.

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Il lancio del giornale è stato accompagnato da un blog, Whynewsforkids .

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