RISCRIVERE ON LINE GLI EDITORIALI?

| 20 giugno 2005 |

Potranno farlo i lettori del Los Angeles Times – Nuove frontiere del giornalismo interattivo

Mentre sulle colline del Viterbese, a Canino, la community italiana di Wikipedia la enciclopedia più multilingue (oltre 100) e «open» al mondo (tutti i navigatori possono usarla e integrarla) – si riuniva per costituirsi ufficialmente in associazione, si è saputo che negli Stati Uniti qualcuno – il Los Angeles Times, non qualche pubblicazione di gruppi di movimento – sta già ipotizzando la realizzazione di cosiddetti ‘wikitoriali’, cioè degli editoriali giornalistici riscritti dai lettori.

La segnalazione viene dal blog di Mario Tedeschi Lalli – Giornalismo d’ altri – sempre particolarmente stimolante. Eccola.

Altro che lettere al direttore, arrivano i “wikitoriali”, spiega Tedeschini Lalli.

Il metodo e tecnologia wiki potrebbero sbarcare anche nella grande stampa main stream. Domenica il Los Angeles Times ha annunciato grandi novita’ – per la pagina degli editoriali e delle opinioni (nei giornali americani rigidamente e gerarchicamente separata dalle “news”), tutte dirette ad una maggiore articolazione e a una maggiore discussione. Nove punti in tutto, tra i quali spicca l’ottavo – per la sua novità e la sua stringatezza:

“Occhio all’introduzione la prossima settimana dei ‘wikitoriali’, che online consentiranno (ai lettori) di riscrivere gli editoriali del Los Angeles Times”.

Non si spiega come funzionerà il meccanismo, quali meccanismi di editing saranno previsti (o se saranno previsti), ma mi sembra un esperimento interessantissimo verso quel coinvolgimento dell’utente/lettore nella facitura del quotidiano che vado predicando e che le nuove tecnologie rendono più facile, ben oltre la decina di “lettere al direttore” pubblicate ogni giorno. Il che non vuol dire che la testata debba smettere di fare il suo mestiere (il LAT continuerà a proporre i suoi editoriali), ma che l’utente sarà sempre meno un semplice terminale ricevente del “segnale emesso dal centro”. Un modo per accrescere credibilità e influenza delle testate tradizionale in un mondo che cambia.

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*Sono ormai 12 mila le persone che contribuiscono alla crescita di Wikipedia. E si moltiplicano anche i progetti collaterali all’enciclopedia: Wiki- dizionario (con più livelli di lettura, della lingua italiana e italiano/altre lingue), Wiki-notizie (il notiziario online), Wiki-libri, Wiki-source (il database online per documenti di pubblico dominio, dalle opere letterarie alle leggi italiane e americane), Wiki-commons (il database online con materiale multimediale – foto, audio e video con motorie di ricerca).
La nascita dell’associazione è un passo importante anche per «proporre Wikipedia non soltanto come un “contenitore” di sapere ma anche come promotore di iniziative culturali, come convegni sull’open source» spiegano sul sito. Non solo: poiché non esiste nessuna redazione (i wikipediani più attivi vagliano, ordinano e catalogano i contributi degli internauti ognuno da casa propria, nel tempo libero e gratuitamente) l’associazione, con tanto di personalità giuridica è una condizione necessaria per ottenere i finanziamenti utili a gestire una galassia sempre più estesa. E presentarsi alla prossima conferenza Internazionale di Wikimedia a Francoforte come tale. Da Vita

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