LONDRA: BLOG ANCHE COME SPAZIO CATARTICO

| 11 luglio 2005 |

in Italia polemiche su isteria nel web – Repubblica ‘’batte’’ Bbc 49 a 4 – Mantellini: ‘’il citizen journalism foglia di fico per coprire gli errori’’

Understatement, si dice. O, come scrive Aldo Grasso sul Corriere del 9 luglio, vittoria dell’ Occidente che non ha dato la soddisfazione ai terroristi di vedere, appunto, il terrore causato. Resta il fatto che per molte ore, mentre la Bbc continuava a dare la notizia di soli due morti, su Technorati, il sito di «authority management», i post erano migliaia.

E se, sfogliando le fonti dei blog inglesi e internazionali, c’è un vincitore dell’ informazione, questo è certamente Wikipedia, l’ enciclopedia libera che può essere scritta – o corretta – da ogni utente della rete, e che ha fornito in maniera chiara e dettagliata le notizie man mano che era possibile averne. Qui.

Se l’11 settembre l’attacco è stato prima di tutto televisivo, il 7 luglio a mancare è stata l’immagine.
Sui blog inglesi spazio soprattutto al dibattito, e la piazza di Internet si è trasformata in qualche caso in uno spazio catartico, come ad esempio nel blog metropolitano, e anche questo collettivo, http://london.metblogs.com .

Confronto anche su http://cyber.law.harvard.edu/globalvoices che raccoglie le voci dei blog arabi sugli attentati.

E sempre dai blog prende il via l’idea di una grande manifestazione di piazza: la mobilitazione, già pubblicizzata da molti con un banner ufficiale, è stata lanciata da http://www.thesharpener.net . Si partirà, dicono gli organizzatori, se saranno raccolte 2500 adesioni. In poche ore erano già a 2300.

In Italia invece molte le polemiche sulla copertura Internet. Un dato su tutti per raccontare l’isteria che ha forse ha contagiato le nostre testate: se a due giorni dagli attentati le pagine dedicate da Bbc ai racconti e alle testimonianze del pubblico erano 4, su Repubblica.it erano arrivate a 49.

Vittorio Zambardino ( qui ) si difende dalle accuse di aver calcato la mano.

Laconico il commento di Massimo Mantellini* sul suo blog : «Giornalismo urlato, quando il citizens journalism diventa la foglia di fico per giustificare i propri errori».

(a cura di Maria Itri).

* Mantellini mette a fuoco – qui – anche l’ atteggiamento ambiguo dei grandi quotidiani nei confronti del ”giornalismo partecipativo”. ”L’apporto dei lettori – dice – e’ quindi ottimo e abbondante quando partecipa alla formazione degli utili dell’impresa, fastidioso, tediosamente amatoriale e chissà cosa altro in ogni diversa occasioni”.

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