LA TV APPIATTISCE LA DIVERSITA’ GENETICA DEI CERVELLI?

| 11 ottobre 2005 |


Il neurobiologo Lamberto Maffei: ”L’ area del cervello deputata alla visone è ingenua, facile da ingannare, può essere brutalmente manipolata. Perciò i Gesuiti ci tenevano tanto a dare fisicità alla fede”.

Il presunto effetto omologante della Tv troverebbe una conferma anche in quella parte delle Neuroscienze che studia i rapporti fra geni e ambiente.

La convinzione, espressa da uno dei massimi esperti mondiali di Neuroscienze, il professor Lamberto Maffei, docente di Neurobiologia alla Normale e direttore dell’ Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, nasce da un principio generale un po’ eccentrico. ”Nei geni sta la liberta’, nell’ambiente – secondo Maffei – la prigione: l’ esatto contrario di cio’ che uno potrebbe pensare”.

Parlando venerdi’ scorso a Livorno, in occasione della conferenza di apertura del Premio Enriques 2005 di Filosofia, Maffei ha spiegato la sua convinzione.

”Il cervello umano e’ un cervello ‘plastico’, è cioè dotato della capacità di cambiare, di modificarsi, a livello molecolare e biochimico, in risposta agli stimoli provenienti dal mondo esterno. Nello stesso ambiente, i cervelli finiscono per rassomigliarsi, in quanto reagiscono a stimoli esterni simili. Questa affinità è di per sé un elemento positivo, in quanto costituisce la condizione che permette ai diversi cervelli di comunicare. Anzi, quanto più i cervelli sono simili – ad esempio, se conoscono la stessa lingua – tanto più la comunicazione tra loro risulta facilitata’’.

Tuttavia, avverte Maffei, nella società contemporanea la somiglianza tra i diversi cervelli può diventare un pericolo: ”Con la televisione, che fornisce stimoli uguali per tutti, il rischio è di impoverire l’ enorme diversità esistente dal punto di vista genetico tra i nostri cervelli. Alla nascita siamo diversi, con le comunicazioni di massa rischiamo di diventare tutti uguali. Per questo sostengo che oggi la libertà è nei geni, mentre l’ ambiente imprigiona le enormi potenzialità del cervello”.

Nel mirino del professor Maffei c’ è soprattutto la televisione. ”Mentre la parola è un prodotto lento del nostro cervello, la visione è immediata. L’ immagine ha due proprietà: è rapida e la si deve accettare. Per questo l’ immagine è sempre stata usata per confondere. Già Ignazio di Loyola sosteneva che era necessario dare fisicità alla fede. Dal punto di vista della comunicazione, la Chiesa è sempre stata all’ avanguardia. Le raffigurazioni delle storie bibliche dentro e fuori le chiese, da questo punto di vista, erano la tv del XIV secolo”.

”L’ area del cervello deputata alla visone – continua Maffei – è ingenua, facile da ingannare, può essere brutalmente manipolata. I trucchi che vengono comunemente utilizzati sono ormai noti. Se voglio far passare un messaggio, basta che lo associ ad uno stimolo alla sopravvivenza, per esempio lo stimolo sessuale. In questo modo, il messaggio arriva direttamente a livello sottocorticale, oltrepassando l’ area corticale del cervello che è la sede delle capacità critiche”.

”Insomma – conclude Maffei con una battuta – il cervello è come il paracadute: meglio tenerlo sempre aperto”.

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