LA GUERRA AD AL JAZEERA

| 19 dicembre 2005 |


Un articolo di Jeremy Scahill su Zmag Italia – La vera trasgressione di Al Jazeera nella “guerra al terrore” è molto semplice: “stare sul posto”. Benché sia critica contro l’amministrazione Bush, essa non è anti-americana – è indipendente.

‘’Nulla rivela il carattere menzognero dell’affermazione di Bush che l’invasione dell’ Iraq serviva a diffondere la democrazia nel Medio Oriente più che i suoi incessanti attacchi ad Al Jazeera, l’ istituzione che ha fatto più di ogni altro per rompere la presa soffocante sull’ informazione precedentemente esercitata da forze autoritarie, come monarchi, alte sfere dell’ esercito, occupanti e ayatollah’’.

E’ così che Jeremy Scahill, giornalista inglese corrispondente per la radio nazionale e il programma TV Democracy Now!, denuncia in un articolo su The Nation di cui Zmag-Italia ha pubblicato la traduzione (qui), l’ accanimento con cui l’ amministrazione Usa ha ripetutamente attaccato l’ emitente qatariota.

‘’Gli Stati Uniti- spiega fra l’ altro Scahill – bombardarono i suoi uffici in Afghanistan nel 2001, presero a cannonate l’hotel Basra dove i giornalisti di Al Jazeera erano i soli ospiti nell’aprile 2003, uccisero il corrispondente dall’Iraq Tareq Ayoub pochi giorni dopo a Bagdad ed imprigionarono diversi giornalisti di Al Jazeera (portati a Guantanamo), dove alcuni di essi affermano di essere stati torturati. In aggiunta agli attacchi militari, il governo iraqeno sostenuto dagli Americani vietò al network il permesso di lavorare in Iraq’’.

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