LA BBC? HA SEMPRE PROTETTO L’ ESTABLISHMENT

| 12 dicembre 2005 |


John Pilger richiama una ricerca della Scuola di giornalismo di Cardiff, secondo cui il 90% delle notizie diffuse dall’ emittente britannica sul tema delle armi di distruzione di massa irachene suggerivano che Saddam le detenesse realmente.
Negli Usa lo scandalo dell’ Iraq ha catalizzato il processo di ”insurrezione della conoscenza soggiogata” invocato dalla scrittrice indiana Vandana Shiva, tanto che ‘’diversi operatori del settore dei media hanno confessato che probabilmente, se essi avessero fin da subito contestato le celebri menzogne sulle armi di distruzione di massa, invece di amplificarle e giustificarle, il dramma iracheno non si sarebbe consumato’’.

Tutto ciò invece ‘’deve ancora attraversare l’Atlantico. Sin da quando nel 1922 venne fondata, la BBC in Gran Bretagna ha sempre protetto ogni establishment durante i periodi di guerra e di agitazione sociale. “Noi” non abbiamo mai commesso grandi crimini. Quindi l’omissione della copertura degli eventi scioccanti – la distruzione delle città, il massacro di persone innocenti e la farsa di un governo marionetta – viene sistematicamente applicata’’.

E’ la dura accusa che il giornalista britannico John Pilger lancia contro la Bbc in un articolo pubblicato da Nuovimondimedia ( qui ) col titolo ‘’L’insurrezione della conoscenza soggiogata’’ (nell’ originale – qui – il titolo è Mainstream journalism is the voice of rampant power).

Pilger richiama una ricerca sul condotta dalla Scuola di Giornalismo di Cardiff. La quale – rileva – ‘’ha provato che il 90% delle notizie diffuse dalla BBC sul tema delle armi di distruzione di massa irachene suggerivano che Saddam le detenesse realmente e che “la ricezione dei governi britannico e statunitense di tale copertura mediatica aveva ottenuto un esito positivo”. La stessa ricezione ha assicurato che, finora, l’uso delle armi vietate dagli americani e dai britannici in Iraq non abbia trovato spazio come notizia’’.

Un’ammissione del Dipartimento di Stato Usa del 10 novembre sull’impiego di armi al fosforo bianco a Fallujah – prosegue Pilger – è stata seguita da “una serie di dicerie su internet”, secondo le news notturne della BBC. Non ci sono state dicerie. C’è stata la costruzione di un lavoro investigativo di prim’ordine che ha fatto arrossire i giornalisti ufficiali ben stipendiati’’.

Nel maggio scorso, David Ewards e David Cromwell di medialens.org hanno pubblicato un rivelante dibattito con Helen Boaden, il direttore dei notiziari della BBC. Le avevano chiesto perché la BBC avesse taciuto sulle note atrocità delle truppe Usa commesse a Fallujah. Lei replicò: “Il nostro corrispondente di allora (del periodo dell’assedio Usa alla città) da Fallujah, Paul Wood, non riportò di nessuna di quelle cose perché non vide alcuna di quelle cose”.

Una dichiarazione gustosa. Wood era ‘embedded’ con gli americani. Non intervistò nessuna delle vittime di tali atrocità né reporter non ‘embedded’. Non solo egli non riportò dell’uso del fosforo bianco – cosa che ora gli Usa hanno ammesso – ma non riportò nemmeno dell’impiego di un’altra sostanza vietata, il napalm. Pertanto, gli spettatori della BBC sono rimasti ignari delle raffinate dichiarazioni del colonnello James Alles, comandante del Marine Air Group II. “Abbiamo bombardato al napalm contro quei ponti”. “Sfortunatamente là c’erano alcune persone… si possono vedere in una ripresa video… Non è un gran bel modo di morire. I generali amano il napalm. Ha un enorme effetto psicologico”, commentava Alles.

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