IL CANONE E’ IN CRISI E CRESCE POCO

| 8 dicembre 2005 |



Un’ analisi di e-media institute

Fra il 2000 e il 2005 il canone di abbonamento al servizio pubblico radiotelevisivo in Italia è aumentato del 9,7%. Il dato è riportato in una tabella relativa agli aumenti – nel quinquennio – dei canoni nei principali paesi europei pubblicata da e-media institute (qui).

Un incremento analogo è stato registrato in Svezia, mentre aumenti minori si sono registrati in Danimarca (8,1%), Austria e Gran Bretagna (7,7%). L’ aumento piu’ consistente è avvenuto in Irlanda (74,5%).

Secondo l’ e-media institute, ‘’fra le 3 principali risorse che alimentano il mercato televisivo (canone, pubblicità, pagamento diretto), il canone è quella più esposta a una crisi concettuale derivante dall’evoluzione stessa del sistema. Originato in un contesto di monopolio, il canone è sopravvissuto, tutto sommato senza fatica, agli assetti oligopolistici misti che hanno caratterizzato i mercati televisivi degli ultimi 30 anni’’.

‘’Oggi – continua l’ e-media institute, a causa della evoluzione stessa dell’ offerta e del consumo di televisione e a causa dello sviluppo di un ambiente televisivo multicanale e multifunzionale sempre più aperto, il canone, unica risorsa non contendibile dell’intero sistema dei media, è esposto ad una forte crisi di identità. Intanto è già la risorsa che è cresciuta meno nel corso degli ultimi anni se comparata alla pubblicità e, naturalmente, al pagamento diretto’’

Il canone pagato in Italia, in ogni caso, è il più basso dell’Europa occidentale: 99,6 euro contro i 285,68 della Svizzera.

Qui la tabella in euro dei canoni nei principali paesi europei.

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