GB: IL MAXINCENDIO DI BUNCEFIELD SCATENA I CITTADINI-CRONISTI

| 18 dicembre 2005 |

In pochi giorni sono arrivate alla Bbc 6.500 email con foto o video dell’
incendio di Buncefield, 5.500 in più di quelle arrivate dopo l’ attacco
terroristitico di Londra del 7 luglio – I freelance, preoccupati, si interrogano sul citizen journalism


di Jemima Kiss ( journalism.co.uk ).

Londra – La reazione al megaincendio al deposito petrolifero di Buncefield ha mostrato
quanto il cosiddetto ‘’citizen journalism’’ stia diventando una risposta
istintiva dei cittadini di fronte ad eventi così gravi.


La Bbc ha ricevuto in questi giorni 6.500 email contenenti foto e video clips
realizzati con telefoni cellulari: 5.500 di più rispetto a quelle ricevute
dopo l’ attacco terroristico a Londra del 7 luglio scorso.

Due dilettanti hanno fatto un servizio fotografico riprendendo fiamme alte 200
piedi da un campo vicino e si sono allontanati solo quando hanno saputo che
erano vicini a un serbatotio ancora pieno.

Quando un giornalista ha chiesto loro perché avevano rischiato tanto per fare
quelle foto, loro hanno risposto che erano ben consapevoli del pericolo ma che
il loro istinto fotografico aveva prevalso.

Incentivare pagando?

La comunità dei freelance, in particolare i fotografi, sono sempre più
preoccupati per la possibilità che le strutture editoriali possano sfruttare la
disponibilità di materiale informativo gratuito che proviene dai cittadini
facendo diminuire quindi la richiesta di lavoro professionale.

Qualche freelance della NationalUnion of Journalista (NUJ) ritiene che che gli editori dovrebbero pagare
anche per questo materiale. Ma Paul Brannan, redattore capo del BBC News
interactive, replica che questa non è una soluzione.

“Non abbiamo nessuna intenzione di pagare per questo materiale. Non sono sicuro
che sarebbe un buon uso dei soldi del canone” ha detto a journalism.co.uk,
ritenendo che il materiale prodotto da questi testimoni sia analogo alle
interviste televisive per strada o ai commenti degli ascoltatori in radio.

”Introdurre un pagamento cambierebbe il quadro. Qualcuno potrebbe essere spinto
a rischiare di più sapendo che può buscare un paio di centinaia di sterline per
qualche servizio”.

”Non vogliamo che la gente si metta in pericolo. Quello che invece dobbiamo
incoraggiare è che chi è stato testimone di qualcosa di importante senta il
bisogno di condividerlo con gli altri”

I professionisti hanno dei loro codici etici e pratici. I termini e le
condizioni posti dalla Bbc per il contributo dei cittadini prevedono che il
materiale non violi la legge ma non impongono esplicitamente che gli autori si
comportino eticamente corretta o abbiano cura della loro sicurezza quando
filmano o fotografano.

Una ‘’carta’’ per il citizen journalist

Il giornalista freelance Adam Christie ha lavorato su un nuovo codice per il
citizen journalism che sarà sottoposto alle organizzazioni editoriali l’anno
prossimo.

E ritiene che, sia previsto o meno un pagamento, non è corretto per gli editori
incoraggiare la collaborazione dei cittadini senza che vengano spiegati per
bene i rischi che essi possono correre.

I professionisti hanno alle spalle formazione ed esperienza tali da essere in
grado di capire fino a che punto possono rischiare per realizzare un servizio e
sono di solito coperti da assicurazioni legali.

”Sollecitare contributi da testimoni finirebbe per incoraggiare implicitamente
gli sprovveduti a rischiare troppo nella speranza di gloria o di soldi”, ha
aggiunto.

”Ogni editore che accetta tali contributi dovrebbe fare in modo che siano
perfettamente chiari i rischi fisici e legali per chi li produce. Giornalisti
ed editori che sollecitano materiale amatoriale devono essere ben coscienti che
corrono il rischio di incoraggiare le persone a rischiare vita, casa e beni”.

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