CROAZIA: LIBERTA’ DI STAMPA MA ATTENZIONE A PARLARE DEI CRIMINI DI CASA PROPRIA

| 11 dicembre 2005 |


Pesanti minacce di morte a Drago Hedl, considerato uno dei migliori giornalisti investigativi della Croazia, dopo l’ arresto in Spagna del generale latitante Ante Gotovina. Una intervista a Osservatorio sui Balcani.
Il problema oggi nei Balcani non è parlare dei crimini degli ‘altri’, ma di quelli compiuti in casa propria. E’ cosi’ che Drago Hedl, uno dei maggiori giornalisti croati, spiega le pesanti minacce di morte ricevute all’ indomani dell’arresto di Ante Gotovina, il generale latitante croato ricercato per il ruolo svolto nelle guerre degli anni ’90 e in particolare nell’operazione “Tempesta” contro la popolazione serba delle Krajne, e arrestato qualche giorno fa in Spagna.

Hedl, editorialista di Feral Tribune, parla – in una intervista a Osservatorio sui Balcani, di cui è corrispondente dalla Croazia – delle pesanti minacce di morte che gli sono state fatte.

’’Oggi in Croazia c’è la libertà di stampa, non ci sono cose di cui noi giornalisti non possiamo parlare, come ad esempio avveniva 10 anni fa. Tuttavia, oggi dobbiamo affrontare le conseguenze del nostro lavoro, che possono essere molto spiacevoli come nel mio caso’’, aggiunge Hedl , che ha raccontato fra l’ altro i crimini commessi contro civili serbi a Osijek e Vukovar. ‘’Purtroppo ancora oggi è molto difficile parlare dei crimini commessi nel proprio cortile di casa, molte persone hanno paura di parlare e spesso mi chiedono di restare anonimi’’.

‘’Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi – aggiunge Hedl -, naturalmente speriamo che l’arresto di Gotovina possa davvero rappresentare l’apertura di una nuova pagina per la Croazia e che anche gli altri casi attualmente all’esame delle Corti locali possano essere affrontati’’.

Qui l’ intervista a Hedl.

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