BATTISTINI: NELLE SUE CONDIZIONI (E SE SERVE) PAYA’ PUO’ DIRE ANCHE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE PENSA

| 22 giugno 2005 |

Cuba/ Un leader dell’ opposizione smentisce l’ inviato del Corriere. ”Senza di noi, quanti si sarebero accorti del vertice del dissenso a Cuba?”


Osvaldo Paya’
Circola in questi giorni una mail in cui si accusa Francesco Battistini, l’ inviato del Corriere della sera che fu espulso da Cuba dopo aver realizzato alcuni servizi sulla dissidenza, fra cui una intervista a Osvaldo Payà, di avergli fatto dire cose che non si sarebbe sognato di dire.

Abbiamo chiesto su questa vicenda un parere a Battistini. Ne è venuta fuori l’ intervista che segue. Pubblichiamo anche le parti più significative del documento che lo riguarda, con i link all’ articolo ‘’incriminato’’ e la replica di Payà.

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Lsdi – Circola in questi giorni il testo di una smentita che Osvaldo Payà, uno dei principali esponenti dell’ opposizione democratica a Castro, ha diffuso in relazione all’ intervista che gli avevi fatto e che ti era costata l’espulsione da Cuba.

R – So che Payà ha avuto enormi problemi, dopo l’intervista, sia con le autorità cubane (come era ovvio), sia con la dissidenza di Miami (per le cose dette su Guantànamo). Adesso si sente un po’ isolato.

D – Ma la sua smentita è netta. Smentisce di averti detto che negli ultimi tre anni la sua vita ‘era diventata ancora piu’ dura’; smentisce di averti detto che avevano ”incarcerato me e la mia famiglia”. Smentisce che la sicurezza dello stato ”sia entrata perfino in camera da letto, mentre dormiva con mia moglie”.

R – So che hanno messo in mezzo anche la sua famiglia, ragion per cui a me è difficile aggiungere o togliere qualsiasi parola. Anche quando ho scritto l’ intervista, la premessa era che non potevo mettere giù tutte le cose ascoltate, visto il casino suscitato dalla vicenda. E comunque nella situazione in cui si trova, e se può servire, Payà ha il diritto di dire anche il contrario di quel che pensa.

D – E’ stata criticata anche la scelta tua e di altri colleghi italiani di entrare a Cuba con visti turistici, non da giornalisti ”ufficiali”. Qualcuno la vede come una circostanza che avrebbe giustificato l’ espulsione e ”indebolito” le testimonianze da te raccolte. Che ne pensi? Che deve fare un giornalista onesto in casi come questi?


R – Noi il visto l’ abbiamo chiesto: non ce l’hanno dato. E una domanda allora la faccio io: si scandalizzerebbe qualcuno, se un giornalista s’infiltrasse – non autorizzato – nel carcere di Abu Ghraib o nelle celle americane di
Guantanamo? Essere beccati e cacciati “indebolirebbe” la lotta per i diritti dei detenuti? E senza la nostra vicenda, quanti nel mondo si sarebbero accorti di quella riunione del dissenso cubano?”.

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Qui di seguito il testo della mail che circola in questi giorni. La riportiamo anche perché fa affiorare ancora la tradizionale visione infantile e semplicistica del lavoro giornalistico che continua a dominare molte parti del mondo della sinistra e del ‘’movimento’’.

Vi ricordate di Battistini, il giornalista espulso – poveretto – da quel “cattivone” di Fidel Castro?
Ricordate anche il suo articolo sul Corriere della Sera del 23 maggio in cui dava voce “al più autorevole oppositore del regime” Osvaldo Payà?
Bene, quell’articolo è pieno di menzogne e a rivelarlo è nientedimeno che lo stesso Payà dalle pagine del sito del suo movimento.

Scrive Battistini citando Payà: ” La mia vita in questi tre anni è diventata ancora più dura. Da quando gli americani sono distratti dall’Iraq, e hanno bisogno di Guantánamo, Castro fa quel che vuole.”

Precisa Payà: Non dissi mai “la mia vita in questi tre anni è diventata ancora più dura. Da quando gli americani sono distratti dall’Iraq, e hanno bisogno di Guantánamo, Castro fa quel che vuole”. Non ho nemmeno mai sfiorato il tema”.

Continua Battistini: ” Hanno incarcerato me e la mia famiglia. La sicurezza dello Stato m’è entrata perfino in camera da letto, mentre dormivo con mia moglie”

Precisa ancora Payà: Non ho mai detto “hanno imprigionato me e la mia famiglia……non dissi mai la sicurezza dello Stato m’è entrata perfino in camera da letto, mentre dormivo con mia moglie”.

Insomma è tutto un “non dissi mai”.

Potete leggere qui l’ articolo del Corriere e qui la sputtanata di Payà.

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