Monthly Archives: settembre 2005

SU IPOD NON SOLO MUSICA, IL LOS ANGELES TIMES DALLA CARTA AL PODCASTING

5 settembre 2005


LAT comincia ad offrire in maniera organica rubriche e servizi giornalistici radio da ascoltare nei ‘’tempi morti’’
Da qualche giorno il Los Angeles Times ha cominciato a sperimentare il podcasting – l’ offerta di servizi giornalistici radiofonici scaricabili su pc, iPod o altri lettori di Mp3 - in maniera organica ed è il primo grande giornale americano a puntare su questo strumento. Ne dà notizia Mario Tedeschini Lalli nel suo blog ''Giornalismo d' altri'', citando il sito Cyberjournalist .

E' interessante – rileva MTL - notare in proposito come i tre più grandi quotidiani americani, pur affrontando tutti e tre con energia la sfida della integrazione e della ibridazione dei mezzi, accentuino ciascuno elementi diversi della multimedialità: il Washington Post è noto in particolare per la sua produzione di video (ora anche interattivi), il New York Times ha puntato prevalentemente finora sulle audiogallerie (anche molto complesse), il Los Angeles Times è appunto il primo che esperimenta con il podcasting.

La particolarità del quotidiano di Los Angeles non è nell'uso dell'audio: già da qualche tempo infatti i corrispondenti e gli inviati all'estero forniscono

NON BASTA UNA LEGGE PER COSTRUIRE LA LIBERTA’ DI STAMPA

4 settembre 2005
Una legislazione che assicuri formalmente le libertà di stampa e di espressione non è sufficiente se queste esigenze non sono state in qualche modo interiorizzate e fatte proprie dai giornalisti. Questa la principale chiave di lettura di un Rapporto sull’ autoregolazione del mondo giornalistico di fronte alle improvvise trasformazioni sociali e politiche nei paesi dell’ est europeo realizzato dall’ associazione inglese Article XIX
Freedom and Accountability Safeguarding free expression

La trasformazione dei media nei regimi dell’Est Europa dal recente passato comunista è stata drammatica. I giornalisti si sono trovati faccia a faccia con il crollo del sistema di riferimento nel quale erano abituati a muoversi e ad operare, e senza alcuna preparazione sono stati scaraventati in un nuovo sistema dagli equilibri mutati, nel quale le élites finanziarie e politiche si sono sostituite al precedente monopolio statale. Sulla carta molte le riforme progressiste introdotte ma, nei fatti, i giornalisti si sono trovati completamente allo sbaraglio. Questo ha significato in primo luogo una perdita di diritti e la mancanza di difese, ma ha riguardato anche l’assenza di socializzazione della categoria, che ha introdotto nelle redazioni nuovi elementi completamente impreparati.

Il rapporto «Freedom and accountability Safeguarding free expression»