Monthly Archives: settembre 2005

TG ESTIVI: 12 ORE DI GOSSIP; 19 MINUTI PER LA CARESTIA IN NIGER

29 settembre 2005


Uno studio di Medici senza frontiere e dell' Osservatorio di Pavia
Diciannove minuti alla carestia in Niger. Due ore, 16 minuti e 30 secondi agli animali domestici. Undici ore, 35 minuti e 30 secondi al ''gossip sui vip''.

Questo lo spazio che, rispettivamente, hanno dedicato in luglio e agosto ai tre argomenti i telegionali di Rai, Mediaset e La7. I dati emergono da uno studio dell'Osservatorio sulle Crisi Dimenticate, a cura di Medici Senza Frontiere e dell'Osservatorio di Pavia.

L' attenzione che l' informazione televisiva ha dato a una delle più gravi ''crisi dimenticate'' del pianeta - che coinvolge direttamente almeno tre milioni di persone - è stata pari allo 0,07% di tutto il materiale giornalistico (435 ore, 51 minuti e 30 secondi) mandato in onda nei due mesi estivi. E' lo stesso tempo che La7 nei due mesi ha dedicato da sola agli animali domestici.

Di questi 19 minuti, dieci sono stati mandati in onda dai tg Rai (due minuti ciascuno da Tg1 e Tg2 e sei minuti dal Tg3), otto minuti da La7 e solo un minuto da Mediaset (Canale5). Silenzio assoluto su Ret4 e Italia1.

Il tempo dedicato agli animali domestici - complessivamente sette

IN SLOVENIA RTV SOTTO CONTROLLO DEL GOVERNO

28 settembre 2005


Con una maggioranza risicatissima – 50,21% i sì e 49, 015 i no – gli sloveni hanno approvato domenica una legge che, secondo le forze di opposizione che avevano indetto il referendum, potrebbe riportare la RTV sotto il controllo del governo. Ma solo il 30% degli aventi diritto sono andati a votare
La legge, approvata in luglio dal governo di centro destra del primo ministro Janez Jansa, porta fra l’ altro da 5 a 21 il numero dei membri dell' autorita' di controllo su radio e tv (29 in totale) designati dal parlamento, a scapito di quelli designati dalla societa' civile.

L'opposizione liberale e socialdemocratica nonche' le organizzazioni per la difesa della liberta' di stampa hanno accusato la maggioranza di voler imporre attraverso questa legge un bavaglio all'informazione.

Qui un commento sull' esito del referendum e qui un’ analisi della legge a cura dell’ ex sottosegretario soveno agli esteri Franco Juri.

CENSURA IN CINA: DA RSF UNA GUIDA PER IL CYBERDISSIDENTE

28 settembre 2005



La copertina della guida Mentre continuano le proteste contro Yahoo per il ruolo avuto nella condanna a 10 anni di reclusione del giornalista dissidente Shi Tao – anche i giovani della Margherita hanno lanciato una campagna ( ''Boicottiamo Yahoo ), aumentano i controlli delle ‘’guardie rosse’’ informatiche su internet. In questo quadro Reporters sans frontières ha pubblicato una Guida pratica per blogger e cyberdissidenti dei paesi a rischio.

E’ in cinque lingue – francese, inglese, persiano, cinese e arabo – ed è stato realizzato da specialisti di vari paesi del mondo, fra cui il giornalista americano Dan Gillmor. Il progetto, spiega Rsf (
(qui ), punta ad aiutare gli internauti - soprattutto quelli che vivono in paesi repressivi – a creare la loro pubblicazione on line e a diffonderla preservando il proprio anonimato.

La guida

I blog appassionano, preoccupano, disturbano, colpiscono. Qualcuno li odia – scrive Rsf -, altri li ritengono i profeti di una nuova rivoluzione dell’ informazione. In ogni caso, visto che essi parlano la lingua dei normali cittadini, essi sono uno strumento formidabile per la libertà di espressione. Nei paesi in cui la censura regna, dove i media

WSIS / MA PERCHE’ L’ ONU HA SCELTO PROPRIO TUNISI?

20 settembre 2005

Quale diabolica strategia o quale azione coercitiva avrà in mente il Palazzo di vetro per aver scelto Tunisi quale sede per il Summit mondiale della società dell'informazione?
E' la domanda con cui si chiude il racconto di un ipotetico turista non intruppato - M. L. F, dei Volontari per lo sviluppo - che, alla vigilia della riunione del summit di novembre (vedi qui e qui ), cerca di capire il paese dai media ufficiali.

Ben Ali'? non si stanca mai e non va mai in vacanza

''La Presse", il quotidiano governativo con una tiratura di 55.000 copie, è l'unico quotidiano in lingua francese diffuso su tutto il territorio nazionale.(...)
Il presidente della Repubblica Ben Alì, conduttore della nazione secondo il principio del buon padre di famiglia, è onniscente ed onnipresente. Al quarto mandato governativo, neopapà di un erede maschio a 68 anni, sembra trarre dall'esercizio del potere linfa vitale. La sua foto sorridente e dallo sguardo compenetrato, compare ogni giorno in prima pagina, sopra l'editoriale, o stante, come un'icona bizantina, o in atto di ricevere politici e governanti stranieri, presiedere riunioni

SLOVENIA AL REFERENDUM PER SCONGIURARE RTV SOTTOMESSA AL GOVERNO

19 settembre 2005


Il controllo della radio-televisione pubblica, le pressioni su Delo e su Dnevnik. La maggioranza di governo in Slovenia vuole decretare la fine del giornalismo indipendente. Da Osservatorio sui Balcani un articolo di Franco Juri, ex sottosegretario sloveno agli esteri.
''Si rischiano criteri di gestioni pegiori persino di qelli della lottizzazione alla Rai''

Domenica 25 settembre gli elettori sloveni saranno chiamati alle urne per decidere la sorte della nuova legge sulla radio-televisione slovena varata qualche mese fa dal governo Janša. I promotori della consultazione, che è potuta passare solo dopo che 30 deputati dell'opposizione liberale e socialdemocratica avevano firmato una nuova richiesta per salvare un'iniziativa popolare inficiata dalla maggioranza politica per una presunta formulazione incorretta del quesito referendario, sperano così di fermare in extremis una legge di chiara vocazione autoritaria.

La campagna per il referendum è in pieno svolgimento. Il governo difende a spada tratta la legge sostenendo la sua validità in quanto - secondo i suoi autori - renderebbe più trasparente ed efficace la gestione dell'ente, abbasserebbe i suoi costi e quindi il canone e migliorerebbe i programmi. Ma dall'altra sponda i promotori del referendum accusano la maggioranza politica di voler soprattutto imbrigliare l'informazione pubblica piegando

TUNISIA: Dopo il sindacato dei giornalisti giro di vite anche sulla Lega diritti dell’ uomo

13 settembre 2005


Un documento di una quarantina di associazioni, diffuso da Ifex, ritiene ‘’inconcepibile’’ che si tenga a Tunisi la seconda fase del Wsis – Un appello ai governi
TUNISI – E’ inconcepibile che la seconda fase del Summit internazionale sulla Società dell’ informazione si tenga a Tunisi (Wsis, 15-18 novembre 2005), visto il bilancio così deplorevole in materia di libertà di quel paese e con una Lega dei diritti dell’ uomo – pilastro della società civile tunisina - completamente paralizzata.

Lo afferma un documento approvato da una quarantina di associazioni di vari paesi del mondo (fra cui dieci quelle tunisine) impegnate sul fronte dei diritti dell’ uomo e delle libertà civili.

Dopo l’ interdizione del congresso costitutivo del sindacato dei giornalisti tunisini (SJT) il 7 settembre (vedi qui la nostra notizia), il 9 le autorità hanno deciso di impedire anche il sesto congresso della Lega tunisina dei diritti dell’ uomo (LTDH).

Nel documento, le Ong (vedere qui sotto il testo integrale del documento e l’ elenco delle associazioni firmatarie) denunciano ‘’il progressivo degrado del clima generale delle libertà in Tunisia a due mesi dal Summit’’Il documento lancia anche un

TELESUR INNERVOSISCE GLI USA

12 settembre 2005


Gli studi di Telesur

Ha dato subito fastidio la tv con lo sguardo del sud **Ver con ‘’ojos proprios’’ a América Latina. Guardare con i propri occhi l' America latina. E’ questo l' obbiettivo di Telesur (Telesud, qui il sito ufficiale) - l' emittente satellitare latinoamericana con sede a Caracas nata come servizio pubblico multinazionale(è stata fondata da Venezuela, Argentina, Uruguay e Cuba) per bilanciare l' egemonia mediatica Usa sull' America del sud.
Qualcuno l' ha definita ''la Cnn del sud'', o ''la Al Jazeera latinoamericana''. E sin dall' inizio delle trasmissioni (qui), il 24 luglio scorso (anniversario della nascita di Simon Bolivar), cresce progressivamente il nervosismo che sta accompagnando i primi passi di questo progetto.
In particolare, vVari settori della destra Usa - con in testa gli ambienti dell' emigrazione anticastrista a Miami (come al solito molto potenti) -, ma non solo, si stanno mobilitando perché quel punto di vista - los ''ojos proprios'' appunto - comincia probabilmente a dare fastidio.

Almeno questa è l' opinione di Gennaro Carotenuto - ricercatore e giornalista napoletano, docente all' Università di Montevideo. In un articolo

PRIMO PIANO SU AL JAZEERA

11 settembre 2005



Un libro di Donatella Della Ratta sulla controversa prima rete all news araba Nel novembre 1996 nello stato del Qatar si accendono i riflettori della prima rete all news araba, Al Jazeera: slogan del neonato network, ”L’opinione e l’opinione contraria”. L’esperimento in brevissimo tempo ha ricadute straordinarie sul mondo arabo dell’informazione, ed è capace di generare una spinta decisiva verso la creazione di un mercato televisivo regionale delle news.

Ma se la rete del Qatar è ormai familiare ai pubblici globali non è certo per l’ innovazione della sua informazione, quanto per la difficile posizione che sta occupando all’interno del dibattito politico: da un lato le accuse di filoamericanismo da parte dei paesi arabi, che puntano il dito contro alcuni riferimenti non troppo ortodossi ai capi di stato, e soprattutto allo spazio concesso alle opposizioni dei regimi in carica. Posizione talmente dura da costringere nel 1998, l’Arab States Broadcasting Union a chiedere alla rete di “conformarsi al codice d’onore dei media arabi che promuove la fratellanza delle nazioni”. L’anno decisivo per l’audience occidentale è invece il 2001, quando Al Jazeera, con le corrispondenze dall’Afghanistan attaccato dagli Stati Uniti, ma soprattutto con la messa in onda dei

CINA / DISPOSTI A TUTTO I GIGANTI USA DELL’ IT, ANCHE A FAR CONDANNARE GIORNALISTI DISSIDENTI

10 settembre 2005

Shi Tao
I giganti americani nel campo delle tecnologie informatiche sembrano disposti a tutto pur di riuscire a penetrare nel mercato cinese: per farlo dimostrano una tale acquiescenza nei confronti delle autorità cinesi da arrivare fino a rivelare informazioni utilizzate nella repressione contro la cyberdissidenza
. E' il caso di Yahoo (qui una ricostruzione di repubblica.it )che, come ha denunciato Rsf, avrebbe fornito agli inquirenti cinesi una serie di dati sul traffico di e-mail del giornalista Shi Tao, sulla cui base, nell' aprile scorso, egli venne condannato a dieci anni di reclusione.

Ma con Yahoo - che recentemente ha raggiunto un importante accordo con il portale cinese Alibaba - anche Cisco avrebbe collaborato attivamente con l' apparato di polizia e i servizi d' informazione della Repubblica popolare.

La sentenza del processo a Shi Tao, condannato per ''divulgazione illegale di segreti di Stato all' estero'', rivela che la filiale di Hong Kong di Yahoo - afferma Reporter sans frontieres (qui ) - ha trasmesso alla polizia delle informazioni compromettenti per il giornalista. ''Già collaboratore zelante della censura, Yahoo finisce per diventare addirittura un ausiliario della polizia'', commentano a

LE CONTRADDIZIONI DI TUNISI: POMPA MAGNA PER IL WSIS MA IL SINDACATO DEI GIORNALISTI NO

6 settembre 2005
A Novembre nella capitale tunisina il Vertice mondiale sulla società dell' informazione (Wsis) ma Ben Alì (nella foto) vieta la nascita del sindacato dei giornalisti
Tunisia monitoring group, un gruppo composto da 12 associazioni appartenenti a Ifex (International Freedom of Expression Exchange), la rete che raggruppa le principali associazioni impegnate nei vari paesi del mondo nel campo della libertà di espressione, ha lanciato – in vista del vertice mondiale sulla società dell’informazione che si terrà a Tunisi dal 16 al 18 novembre - un nuovo sito web in cui è pubblicato anche un rapporto dettagliato sullo stato della libertà di espressione.
Ne parla Nigrizia in un articolo intitolato ''Informazione, le contraddizioni di Tunisi'' - spiegando che
‘’le critiche riguardano in particolare il fatto che il paese che ospita il vertice continui a violare significativamente la libertà d’espressione e i diritti umani in generale. La prima richiesta rivolta al presidente Ben Ali dai partecipanti al summit di novembre, è dunque relativa alla sospensione del blocco dei siti web che pubblicano notizie e informazioni critiche nei confronti del governo tunisino.

“Il governo deve dimostrare la volontà di assicurare libertà d’espressione, permettendo che i cittadini tunisini