Cina: dove la censura fa (ancora) molto male
Vent’ anni di galera per satira (pardon, per destrismo)

| 11 novembre 2004 |

La storia di Liao Bingxiong, uno dei maggiori disegnatori satirici cinesi, ricostruita dalla tesi di laurea di un giovane sinologo veneziano.

Saldamente agli ultimi posti nella classifica mondiale del rispetto della libertà  di stampa che ogni anno viene compilata da Reporter sans frontières (per il 2004 è la 162a su 167), la Cina popolare ha una lunga tradizione in fatto di censura. Malgrado la vera e propria esplosione di pubblicazioni e di media audiovisivi, la crescita impetuosa di Internet e la promessa di radicali cambiamenti, anche in vista delle Olimpiadi del 2008, il Partito comunista non si stanca di ricordare con la violenza i limiti che non possono essere varcati.

Almeno 23 giornalisti e una cinquantina di ciberdissidenti sono in prigione, spesso condannati a pene molto pesanti, per aver reclamato la democrazia o aver denunciato gli abusi del potere, con una determinazione che i passaggi da una fase all’altra della storia rivoluzionaria del paese non hanno lontanamente scalfito.

Lo dimostra anche la vicenda di uno dei maggiori disegnatori satirici cinesi, Liao Bingxiong, che viene tracciata nella tesi di laurea di un giovane sinologo dell’ Università  di Venezia, Giorgio Giacomelli*

Il lavoro di Giacomelli ha vinto quest’anno il Premio internazionale di Satira politica di Forte dei Marmi (settore tesi di laurea) e riteniamo interessante presentarla qui**. Per documentazione ma anche perchè la censura della satira è una tentazione sempre molto forte, anche qui da noi. (p. r.)

* Giorgio Giacomelli, veneziano, 28 anni, ha compiuto studi sinologici alla facoltà  di Lingue e Letterature Orientali di Cà Foscari, perfezionando la lingua cinese presso l’università Yunnan Daxue di Kunming in Cina, dove ha frequentato anche dei corsi di pittura tradizionale. E’ in questa occasione che ha avuto modo di esaminare delle raccolte di materiale satirico sulla rivoluzione culturale. Durante un successivo viaggio in Cina ha continuato ad approfondire la propria passione per la satira compiendo ricerche sugli autori più importanti del panorama artistico cinese. Ha quindi preso contatti con il professor Chang-tai Hung di Hong Kong il quale lo ha indirizzato verso lo studio di un gruppo di artisti in particolare. Il lavoro che ne è risultato si concentra sulla figura di una tra i maggiori disegnatori di satira cinesi, il cui contributo stilistico è stato fondamentale nel percorso di emancipazione della satira cinese dalle forma artistiche occidentali.

** E’ intenzione di Lsdi dare molto spazio ai lavori degli studenti di giornalismo raccogliendo e presentando in questo sito le tesi e le tesine più significative. Non solo per documentazione ma anche per cercare di dar conto del taglio e dei contenuti della ricerca accademica sul giornalismo e, più in generale, sui temi del diritto all’ informazione e della libertà  di espressione.

La satira in Cina
Liao Bingxiong

Primo incontro con uno dei più importanti autori satirici cinesi

di Giorgio Giacomelli

Nel 1979, dopo aver scontato una condanna a vent’anni per destrismo, il disegnatore di fumetti Liao Bingxiong* pubblicò una vignetta intitolata Ridere di sè. In essa l’artista si dipinse finalmente libero dall’anfora nella quale era stato rinchiuso, ma ancora imprigionato nella forma di questa. Egli rimane immobile con le braccia e le gambe raccolte in una posa monolitica mentre lo sguardo impaurito, dietro i grossi occhiali, si concentra sul dubbio che la libertà  cui si trova innanzi possa ingannarlo di nuovo.

Durante la campagna dei “100 fiori” Liao Bingxiong, come innumerevoli pittori, scrittori ed artisti non riconobbe i secondi fini con i quali Mao tese loro la mano; così rivolse l’arma della satira contro il partito stesso, denunciandone gli eccessi con vignette come “Tagliare la testa per curare un bernoccolo”. Le conseguenze di questa campagna di rettificazione portata avanti con l’inganno vennero sopportate da un’intera generazione di intellettuali ed è per questo che l’auto-caricatura di Liao è divenuta un’icona che racconta la storia di un periodo politico ricco di contraddizioni.

Questo lavoro si propone di presentare l’opera di Liao attraverso i momenti storici che segnarono la sua vita.

Potete visualizzare o scaricare (consigliato per le connessioni più lente) la tesi in formato pdf cliccando su questo link

Per visualizzare l’introduzione e la biografia essenziale della tesi in formato html clicca su questo link

*Su Liao Bingxiong vedi anche:

http://www.persimmon-mag.com/winter2003/feature0.htm

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