In Gb 3,2 miliardi di sterline (4,6 miliardi di euro) nel 2003 contro i 3,15 delle tv finanziate dalla pubblicità. Per la prima volta la «pay» batte i canali commerciali. E' accaduto in Gran Bretagna, dove i ricavi della pay-tv hanno raggiunto nel 2003 i 3,2 miliardi di sterline (4,6 miliardi di euro) contro i 3,15 miliardi di sterline complessive dei ricavi pubblicitari andati alle tv commerciali.
Del totale dei 3,2 miliardi di ricavi - scrive Marco Niada in un servizio di qualche giorno fa su 'Il Sole â 24 ore' - circa metà proviene dai canali sportivi (757 milioni) e dai film (645 milioni). Questi dati - rileva ancora Niada - danno l' idea di quanto importante sia la posta in gioco anche in Italia, considerando che la Gran Bretagna è in anticipo di una decina d'anni sul nostro Paese in materia di tv a pagamento.
L'articolo di Niada qui
Tv: per la prima volta la pay tv batte i canali commerciali
30 dicembre 2004
E’ POSSIBILE MISURARE LE DISTORSIONI DEI MEDIA?
29 dicembre 2004
Un metodo empirico di due studiosi americani analizzato in un articolo per lavoce.info da Fausto Panunzi E' possibile misurare le distorsioni dei media, la loro propensione più o meno volontaria per questo o quello schieramento politico? Due ricercatori americani, Tim Groseclose e Jeff Milyo, dell'Ucla, ci hanno provato , vedi qui ) utilizzando un metodo messo a punto dall'Ada (Americans for democratic actions) per quantificare, sulla base dei loro voti in parlamento, il grado di vicinanza al partito democratico dei senatori e deputati eletti al Congresso Usa.
Secondo questo metodo - spiega Fausto Panunzi in un articolo per lavoce.info -, nella scala a 1 a 100 il senatore repubblicano medio ha un punteggio di 15 mentre quello democratico medio si situa sugli 85.
"I due ricercatori - ricostruisce Panunzi - hanno contato il numero di volte che ciascun senatore ha citato, nel suo Congressional Record, think tank (pensatoi) o altre organizzazioni di policy, quali ad esempio Brookings Institutions, Amnesty International, Rand Corporation, e così via. Hanno poi fatto lo stesso conto per ogni rete televisiva o giornale. Infine, hanno assegnato una caratterizzazione politica ai vari media sulla base del rapporto di citazioni, associando ciascuno
Secondo questo metodo - spiega Fausto Panunzi in un articolo per lavoce.info -, nella scala a 1 a 100 il senatore repubblicano medio ha un punteggio di 15 mentre quello democratico medio si situa sugli 85.
"I due ricercatori - ricostruisce Panunzi - hanno contato il numero di volte che ciascun senatore ha citato, nel suo Congressional Record, think tank (pensatoi) o altre organizzazioni di policy, quali ad esempio Brookings Institutions, Amnesty International, Rand Corporation, e così via. Hanno poi fatto lo stesso conto per ogni rete televisiva o giornale. Infine, hanno assegnato una caratterizzazione politica ai vari media sulla base del rapporto di citazioni, associando ciascuno
Sono di Stinellis e Catalano
le più belle foto
del Festival del Cinema di Venezia
19 dicembre 2004
In mostra all' hotel Westin Excelsior di Roma le 170 immagini che hanno partecipato al concorso Domenico Stinellis e Alfonso Catalano sono i due fotogiornalisti vincitori del primo Venice Movie Stars Photography Award, riservato ai fotografi accreditati alla 61a Mostra Cinematografica di Venezia.
Il premio Jaeger-Le-Coultre nella categoria "foto ritratto" è andato a Stinellis, dell'Associated Press Photo Italia, con un primo piano di Al Pacino (qui)
Nella categoria " foto reportage" si è invece imposto Catalano dell'agenzia fotografica Farabolafoto di Milano con una immagine della regista Marziyeh Meshkini. Catalano si è anche aggiudicato il secondo posto della categoria foto ritratto, seguito ex-aequo da Stefano Micozzi (Master Photo) e Camilla Morandi (Agf).
Per il foto reportage, sono stati premiati anche Stefano C. Montesi di Photo Movie ( secondo posto) e, per il terzo, ex equo Franco Origlia di Getty Image e Eric Vandeville di Gamma.
Al primo premio fotografico per gli scatti più belli realizzati nel corso della 61° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (vedi anche www.aqacom.it ) hanno partecipato 31 fotoreporter con un totale di 170 immagini.
La giuria, presieduta da Claudio Onorati (fotogiornalista Ansa ), era composta da Raul Bova (attore), Gianni Canova (critico cinematografico),Piera Detassis (direttore
Il premio Jaeger-Le-Coultre nella categoria "foto ritratto" è andato a Stinellis, dell'Associated Press Photo Italia, con un primo piano di Al Pacino (qui)
Nella categoria " foto reportage" si è invece imposto Catalano dell'agenzia fotografica Farabolafoto di Milano con una immagine della regista Marziyeh Meshkini. Catalano si è anche aggiudicato il secondo posto della categoria foto ritratto, seguito ex-aequo da Stefano Micozzi (Master Photo) e Camilla Morandi (Agf).
Per il foto reportage, sono stati premiati anche Stefano C. Montesi di Photo Movie ( secondo posto) e, per il terzo, ex equo Franco Origlia di Getty Image e Eric Vandeville di Gamma.
Al primo premio fotografico per gli scatti più belli realizzati nel corso della 61° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (vedi anche www.aqacom.it ) hanno partecipato 31 fotoreporter con un totale di 170 immagini.
La giuria, presieduta da Claudio Onorati (fotogiornalista Ansa ), era composta da Raul Bova (attore), Gianni Canova (critico cinematografico),Piera Detassis (direttore
Libri in edicola, giornali in crisi
15 dicembre 2004
"L'invasione delle edicole", ossia metti un libro in mezzo al giornale: capolavori mondiali, pur se datati, o mezze cartucce della letteratura, spacciati alla stregua d'una raccolta di orologi finti o di figurine, di un film in cassetta o di un pareo da spiaggia. Molto più appaganti e istruttivi se uno li legge, oppure oggetti d'arredamento per riempire un metro di libreria, o infine utili zeppe per i tavoli sciancati se non si sa proprio che farsene. Gli editori li propinano avendo individuato in questi parallelepipedi di carta e cartone un modo per rimpinguare i bilanci delle testate, dissanguati dalla concorrenza spietata delle Tv che - ora grazie anche alla legge Gasparri - drenano la maggior parte delle risorse pubblicitarie. La colpa non è solo del tradimento della pubblicità perchè, sia chiaro, l'Italia da sempre è uno dei paesi europei dove si leggono meno quotidiani, ma anche gli editori ci mettono del proprio per peggiorare la situazione, e noi giornalisti non siamo certo degli eroi senza macchia e, soprattutto, senza paura; e non brilliamo per coraggio e fantasia per uscire da una crisi di lettori che ha origini, ormai, antiche.
Si può dire che i giornalisti non sono autonomi, nemmeno i free-lance,
Il giornalista ”quasi perfetto”, un libro di D. Randall
14 dicembre 2004
Il giornalista perfetto è colui il quale "servirà la società meglio dei funzionari pubblici più zelanti, perchè non farà gli interessi dello Stato ma del cittadino: informandolo infatti gli conferisce potere". E' una frase di David Randall, tratta dal suo libro "Il giornalista quasi perfetto" (Editori Laterza, pp. 338, 12 euro) in uscita in libreria. Randall è caporedattore a Londra dell'Indipendent e ha collaborato con giornali inglesi, americani, africani e russi, mentre in Italia scrive per il periodico l'Internazionale.
Un libro interessante per chi non è giornalista, perchè spiega che cosa bisogna fare per diventare un buon cronista, partendo dai principi ispiratori della nostra professione, quelli che troppo spesso gli editori, ma anche molti di noi, dimenticano. Per questo motivo il libro è interessante anche per chi il mestiere lo pratica già da tempo, o per chi vi si è affacciato da poco. Un professionista di lungo corso, leggendo queste pagine, potrà pensare che sono un condensato di consigli, storie, principi arcinoti e digeriti da tempo. Però vi sono periodi come l'attuale in cui bisognerebbe ripetere ogni giorno fino alla noia, e ai quattro venti, queste 'banalità'.
Randall, ad esempio, racconta come Derek Lambert fu assunto al Daily Mirror: mentre
Un libro interessante per chi non è giornalista, perchè spiega che cosa bisogna fare per diventare un buon cronista, partendo dai principi ispiratori della nostra professione, quelli che troppo spesso gli editori, ma anche molti di noi, dimenticano. Per questo motivo il libro è interessante anche per chi il mestiere lo pratica già da tempo, o per chi vi si è affacciato da poco. Un professionista di lungo corso, leggendo queste pagine, potrà pensare che sono un condensato di consigli, storie, principi arcinoti e digeriti da tempo. Però vi sono periodi come l'attuale in cui bisognerebbe ripetere ogni giorno fino alla noia, e ai quattro venti, queste 'banalità'.
Randall, ad esempio, racconta come Derek Lambert fu assunto al Daily Mirror: mentre
Cercasi killer per ‘Terza pagina’
Un pamphlet di Crespi su pagine culturali ormai morenti
di Massimo Lomonaco (Ansa)
9 dicembre 2004
Cercasi killer per omicidio semplice e necessario: far fuori, finalmente, la "Terza pagina", un tempo monumento del giornalismo italiano, palestra di intellettuali e di critici che facevano cultura e non spettacolo. Farla sopravvivere ancora - racconta nel suo pamphlet Angelo Lorenzo Crespi, direttore de Il Domenicale - si spiega soltanto con un accanimento terapeutico fuori luogo. Perchè? Perchè la Terza pagina non è più autorevole, ma si è piegata a due vizi di fondo: la spettacolarizzazione e l'adozione di modelli giornalisti più propri della cronaca che della cultura. Insomma, non approfondisce, non fa più pensare, non mette in moto idee, ma è diventata un grande calderone dove tutti i libri sono "best seller", dove gli scoop sono il più delle volte inventati, dove regna l'inciucio del "tu recensisci me, io recensisco te", dove a dettare legge sono gli uffici stampa delle case editrici legate ai giornali stessi, ma soprattutto dove a farla da padrone è il modello televisivo.
Eppure l'esordio della Terza era stato autorevole ('Il giornale d'Italia' di Alberto Bergamini nel 1901), così come il suo sviluppo almeno fino alla fine degli anni sessanta.
Ma allora quando è cominciato questo ''inizio della fine'' questa decadenza
Eppure l'esordio della Terza era stato autorevole ('Il giornale d'Italia' di Alberto Bergamini nel 1901), così come il suo sviluppo almeno fino alla fine degli anni sessanta.
Ma allora quando è cominciato questo ''inizio della fine'' questa decadenza
Rallenta la crescita del settore radiotelevisivo in Europa
7 dicembre 2004
98,6 MLD DI EURO IL FATTURATO DELL' AUDIOVISIVO NEL 2002.
CONTINUA IL DETERIORAMENTO DEL SETTORE RADIOTELEVISIVO PUBBLICO La crescita dell'industria radiotelevisiva in Europa rallenta e solo il ramo delle tv finanziate dalla pubblicità continua a essere in attivo. Lo sostiene il primo volume dell'Annuario dell'Osservatorio europeo dell'audiovisivo* (http://www.obs.coe.int/), "Economia del settore radiotelevisivo in Europa", pubblicato qualche giorno fa.
Lo studio stima in 98,6 miliardi di euro il fatturato nel 2002 dell'audiovisivo nell'Unione Europea.
Rallenta la crescita del settore radio-televisione mentre, in particolare, la situazione nel campo radiotelevisivo pubblico continua a deteriorarsi, con perdite nette quasi raddoppiate nel 2002.
Il DVD tira la crescita del settore
Nel periodo 1998-2002 il tasso medio di crescita annuale del settore in Europa (quella dei 15) è stato del 6,5%, mentre nel 2002 la crescita nel suo insieme ha ristagnato, con un tasso del solo 0,2%.**
Le vendite e l'affitto di Dvd hanno invece conosciuto la crescita annuale media più forte del periodo (+223%), mentre vendita e affitto di cassette VHS registrano un calo medio di -6,5%.
Le vendite di dischi e di videogiochi hanno invece un tasso di crescita zero. I ricavi delle sale cinematografiche hanno invece conosciuto un tasso di crescita annuale medio
CONTINUA IL DETERIORAMENTO DEL SETTORE RADIOTELEVISIVO PUBBLICO La crescita dell'industria radiotelevisiva in Europa rallenta e solo il ramo delle tv finanziate dalla pubblicità continua a essere in attivo. Lo sostiene il primo volume dell'Annuario dell'Osservatorio europeo dell'audiovisivo* (http://www.obs.coe.int/), "Economia del settore radiotelevisivo in Europa", pubblicato qualche giorno fa.
Lo studio stima in 98,6 miliardi di euro il fatturato nel 2002 dell'audiovisivo nell'Unione Europea.
Rallenta la crescita del settore radio-televisione mentre, in particolare, la situazione nel campo radiotelevisivo pubblico continua a deteriorarsi, con perdite nette quasi raddoppiate nel 2002.
Il DVD tira la crescita del settore
Nel periodo 1998-2002 il tasso medio di crescita annuale del settore in Europa (quella dei 15) è stato del 6,5%, mentre nel 2002 la crescita nel suo insieme ha ristagnato, con un tasso del solo 0,2%.**
Le vendite e l'affitto di Dvd hanno invece conosciuto la crescita annuale media più forte del periodo (+223%), mentre vendita e affitto di cassette VHS registrano un calo medio di -6,5%.
Le vendite di dischi e di videogiochi hanno invece un tasso di crescita zero. I ricavi delle sale cinematografiche hanno invece conosciuto un tasso di crescita annuale medio
Internet piace più di giornali e riviste
4 dicembre 2004
In Europa, secondo uno studio dell'associazione European interactive advertising association ( http://www.eiaa.net/ ) il 20% del tempo totale di utilizzo dei media è dedicato alla navigazione in Rete, più di giornali e riviste.
L'accesso alle informazioni disponibili online, secondo l'Eiaa, influenza e genera acquisti offline e la possibilità di scelta e la convenienza sono tra le ragioni del maggiore utilizzo del web.
Internet rappresenta il 20% del consumo totale di media in Europa, piu' di giornali e riviste: e' quanto emerge da una ricerca commissionata dalla European Interactive Advertising Association. Il 42% degli utenti internet europei si collega tutti i giorni della settimana, l'accesso alle informazioni disponibili online influenza e genera acquisti offline e la possibilità di scelta e la convenienza sono tra le ragioni del maggiore utilizzo della Rete.
Lo studio posiziona Internet a livelli di consumo più alti delle riviste (8%) e dei quotidiani (11%) per quanto riguarda l'utilizzo dei media, collocandolo a ridosso dei livelli registrati dalla radio (30%). La televisione rappresenta ancora il mezzo a cui viene dedicata la maggior parte del tempo (33%), ma più di un terzo delle persone che si collegano al Web (35%) dichiara di guardare meno tv, come conseguenza dell'uso di
Lo studio posiziona Internet a livelli di consumo più alti delle riviste (8%) e dei quotidiani (11%) per quanto riguarda l'utilizzo dei media, collocandolo a ridosso dei livelli registrati dalla radio (30%). La televisione rappresenta ancora il mezzo a cui viene dedicata la maggior parte del tempo (33%), ma più di un terzo delle persone che si collegano al Web (35%) dichiara di guardare meno tv, come conseguenza dell'uso di
Spot più efficaci sui periodici che in tv
4 dicembre 2004
Secondo una ricerca fatta propria dall Fieg una pagina genera ricordi il 20% più «forti» di due passaggi televisivi
MILANO - La pubblicità funziona meglio sui periodici che in tv. Secondo una ricerca svolta in laboratori europei e statunitensi, la comprensione di spot e annunci stampa genera, in termini di ricordo, risultati superiori del 20% rispetto all'esposizione a due spot in Tv. E' quanto emerge da una ricerca svolta in Europa e negli Stati Uniti e fatta propria dalla Fieg, Federazione italiana editori giornali, che ha organizzato a Milano il convegno «Periodici, l'informazione che resta».
NUMERI - Nel corso del convegno sono stati diffusi i numeri del settore: in Italia sono circa 4.500 le testate periodiche, con un totale di 1,5 miliardi di copie diffuse ogni anno. Le sole 241 testate più importanti, censite dall'Ads, ne diffondono oltre 1 miliardo, con una crescita superiore ai 20 milioni negli ultimi dieci anni. I lettori di periodici sono circa 34 milioni, pari circa ai due terzi della popolazione totale. Rispetto a tre anni fa, i lettori sono aumentati di 700 mila unità. Il circuito della distribuzione della stampa periodica comprende 37 mila edicole e 3mila punti vendita (tra supermercati, tabacchi, stazioni
NUMERI - Nel corso del convegno sono stati diffusi i numeri del settore: in Italia sono circa 4.500 le testate periodiche, con un totale di 1,5 miliardi di copie diffuse ogni anno. Le sole 241 testate più importanti, censite dall'Ads, ne diffondono oltre 1 miliardo, con una crescita superiore ai 20 milioni negli ultimi dieci anni. I lettori di periodici sono circa 34 milioni, pari circa ai due terzi della popolazione totale. Rispetto a tre anni fa, i lettori sono aumentati di 700 mila unità. Il circuito della distribuzione della stampa periodica comprende 37 mila edicole e 3mila punti vendita (tra supermercati, tabacchi, stazioni