Ukraina: appello dei giornalisti di Kiev
di Stefano Marcelli* QUEL GRIDO MUTO DALLA PIAZZA DI KIEV Stamani,aprendo l'e-mail ho trovato un appello drammatico della Information Society of Ucraine.
Un appello da colleghi a colleghi perchè le associazioni internazionali dei giornalisti intervengano per garantire la libertà di lavoro in quel Paese dove ancora una volta un popolo si gioca pacificamente in piazza il proprio diritto alla libertà. Ho letto quell'appello e ho sentito un brivido percorrermi la schiena. E' una sensazione antica che si va facendo viva sempre più spesso nei tempi recenti.
Quegli appelli di colleghi che denunciano il bavaglio e la fredda lama della censura che taglia il fiato e impedisce perfino di urlare il dolore a chi è schiacciato dalla violenza e dall'ingiustizia.
Sono grida mute e disperate che chi tende l'orecchio sullo scenario internazionale dei media deve ascoltare sempre più spesso anche nel cuore della nostra Europa.
In queste settimane,mentre a Kiev si giocava lo scontro tra l'uomo di Putin e il suo avversario che speriamo porti davvero libertà e giustizia. Tre giornali sono stati chiusi Silski Visti,Den e Yuzhnaya Prava), di un quarto (Panorama) sono state sequestrate le copie. I conduttori dell'emittente
Condannato a morte uno dei killer della Cutuli
Economia e giornalismo, nuovo libro per le edizioni del sole 24 ore
Saper interpretare la notizia economica e saperla poi riportare al pubblico sono operazioni che richiedono capacità , una solida preparazione e un grande senso di responsabilità . Nel tradurre in «notizia» il dato economico, infatti, il giornalista già compie un'operazione di commento e di selezione, creando quel delicato divario che esiste tra l'essere e il ricostruire, tra il fatto e la sua descrizione. E in questo equilibrio sta tutto il fascino della professione.
Economia & Giornalismo è un libro-manuale sulla figura del giornalista economico, le sue capacità e le sue responsabilità, sui percorsi di formazione, sui diversi modi di svolgere la professione, sui media economici in Italia e all'estero, sui grandi temi dell'informazione economica. Il tutto raccontato da chi questa professione la fa e la conosce da anni.
Volume a cura di:Piero Meucci, giornalista professionista, lavora per il CentroNord, dorso regionale del Sole 24 ORE.
Luca Paolazzi, giornalista professionista, dal 1993 è inviato del Sole 24 ORE per il quale segue l'evoluzione dell'economia e della politica economica italiana e internazionale.
LA GUERRA AD AL JAZEERA
Assolti giornalisti che avevano usato uno scanner radio
Sotto inchiesta erano finiti il direttore del quotidiano telematico 'Merateonline', Claudio Brambilla, e i giornalisti Daniele De Salvo e Fabrizio Alfano.
Secondo il Tribunale di Lecco il ''fatto non costituisce reato'' . Notizie più ampie qui
Cina: dove la censura fa (ancora) molto male
Ventâ anni di galera per satira (pardon, per destrismo)
La storia di Liao Bingxiong, uno dei maggiori disegnatori satirici cinesi, ricostruita dalla tesi di laurea di un giovane sinologo veneziano.
Saldamente agli ultimi posti nella classifica mondiale del rispetto della libertà di stampa che ogni anno viene compilata da Reporter sans frontières (per il 2004 è la 162a su 167), la Cina popolare ha una lunga tradizione in fatto di censura. Malgrado la vera e propria esplosione di pubblicazioni e di media audiovisivi, la crescita impetuosa di Internet e la promessa di radicali cambiamenti, anche in vista delle Olimpiadi del 2008, il Partito comunista non si stanca di ricordare con la violenza i limiti che non possono essere varcati.Almeno 23 giornalisti e una cinquantina di ciberdissidenti sono in prigione, spesso condannati a pene molto pesanti, per aver reclamato la democrazia o aver denunciato gli abusi del potere, con una determinazione che i passaggi da una fase all'altra della storia rivoluzionaria del paese non hanno lontanamente scalfito.
Lo dimostra anche la vicenda di uno dei maggiori disegnatori satirici cinesi, Liao Bingxiong, che viene tracciata nella tesi di laurea di un giovane sinologo dell' Università di Venezia, Giorgio Giacomelli*
Il lavoro di Giacomelli ha vinto quest'anno il
La news letter della Voce del 9 novembre è in gran parte dedicata alla concentrazione dei media
Se non basta il mercato a garantire il pluralismo, occorre limitare il numero di licenze in capo a uno stesso operatore. E non buttiamo via la norma sulla par condicio: la deregolamentazione in un mercato molto concentrato può generare gravi squilibri. Anche la concentrazione per la stampa quotidiana è più elevata di quanto potrebbe apparire: su scala locale abbiamo molti monopolisti. E nella carta stampata esistono perfino meno strumenti per frenare la concentrazione. Anche qui occorre pensare almeno in campagna elettorale a una regolazione diretta, secondo criteri di par condicio.
Vai alla news letter della Voce
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Carta d’Identità di una testata
Autrice Paola Brivio, photoeditor del magazine "Ventiquattro", supplemento mensile del Sole 24 Ore, e in passato redattrice iconografica di Village e di Bella. (a. v.)
IL RUOLO DEL REDATTORE ICONOGRAFICO E L'ESPERIENZA NEL MAGAZINE "VENTIQUATTRO"
Fotografie ben scelte parlano da sole, informano, sintetizzano una notizia.
Spesso, basta una sola immagine con una breve didascalia per descrivere un fatto in modo efficace. Nella storia della fotografia moltissimi scatti hanno così tanti connotati di informazione che, da soli, riescono a raccontare compiutamente un evento. Si potrebbe ricostruire la storia del Novecento fino ai giorni nostri, con le sue conquiste e le sue tragedie, solamente attraverso le immagini: alcune sono diventate delle vere e proprie icone per il loro intrinseco valore descrittivo e comunicativo. Se scorressimo, una dopo l'altra, e solo per citarne alcune, la celebre, sia pur discussa, foto scattata da Robert Capa al miliziano colpito a morte durante la Guerra Civile di Spagna (Cerro