Monthly Archives: settembre 2004

Iraq: Il web, la nuova arma del terrorismo

26 settembre 2004
ROMA - In una escalation senza precedenti, nelle ultime ore sono stati diffusi via internet prima le raccapriccianti immagini della decapitazione di due ostaggi, gli americani Eugene Armstrong e Jack Hensley, quelle del britannico Kenneth Bigley che implora aiuto e quindi i due funesti proclami sulla sorte di Simona Pari e Simona Torretta. E un video sulla asserita 'esecuzione' delle due operatrici umanitarie italiane e' stato annunciato per le prossime ore, a riprova che il mondo deve confrontarsi ogni giorno di piu' con il terrorismo informatico. (segue)
http://www.ansa.it/speciali/approfondimenti/20040923200633086982.html

E' da una decina d'anni, ormai, che i professionisti del terrore hanno cominciato sistematicamente a battere la strada del cyberspazio, e gia' due anni fa, durante la Conferenza internazionale di Hobart, in Tasmania (Australia) era stato lanciato un avvertimento ai governi del pianeta sulla crescita del terrorismo informatico, in particolare sull'uso di internet da parte di gruppi come Al Qaida per coordinare l'azione globale e la propaganda.

Dopo gli attentati dell'11/9 era emersa chiaramente la rete dei messaggi della 'e-jihad', criptati e resi inintelleggibili a chi non ne possiede la chiave e recapitati a caselle insospettabili - siti sexy, ad esempio, o di spettacoli, o di sport - per scambiare, senza

Iraq: Il web, la nuova arma del terrorismo

25 settembre 2004
ROMA - In una escalation senza precedenti, nelle ultime ore sono stati diffusi via internet prima le raccapriccianti immagini della decapitazione di due ostaggi, gli americani Eugene Armstrong e Jack Hensley, quelle del britannico Kenneth Bigley che implora aiuto e quindi i due funesti proclami sulla sorte di Simona Pari e Simona Torretta. E un video sulla asserita 'esecuzione' delle due operatrici umanitarie italiane e' stato annunciato per le prossime ore, a riprova che il mondo deve confrontarsi ogni giorno di piu' con il terrorismo informatico. (segue)
http://www.ansa.it/speciali/approfondimenti/20040923200633086982.html

E' da una decina d'anni, ormai, che i professionisti del terrore hanno cominciato sistematicamente a battere la strada del cyberspazio, e gia' due anni fa, durante la Conferenza internazionale di Hobart, in Tasmania (Australia) era stato lanciato un avvertimento ai governi del pianeta sulla crescita del terrorismo informatico, in particolare sull'uso di internet da parte di gruppi come Al Qaida per coordinare l'azione globale e la propaganda.

Dopo gli attentati dell'11/9 era emersa chiaramente la rete dei messaggi della 'e-jihad', criptati e resi inintelleggibili a chi non ne possiede la chiave e recapitati a caselle insospettabili - siti sexy, ad esempio, o di spettacoli, o di sport - per scambiare, senza essere

Giornalismo radiofonico ai tempi degli Mp3 di Mario Tedeschini Lalli

22 settembre 2004
La comparsa dei player portatili... rende il "giornalismo parlato" più utilizzabile di prima, spiega Mario Tedeschini Lalli nel suo blog - Giornalismo d' altri (http://www.kataweb.it/kwblog/page/ESBMTL) - riferendosi alle novità nel campo della multimedialità.
Tutto questo apre scenari nuovi per chi vuole produrre "giornalismo parlato", che è più economico e - nella maggioranza dei casi - ugualmente o maggiormente efficace del "giornalismo mostrato" (video, tv).
Le stazioni e i network radiofonici che già fanno giornalismo hanno a questo punto una nuova opportunità, ma anche le testate non radiofoniche con un sito web possono finalmente anche loro fare "radio", migliorando l'offerta dei propri contenuti. E' la convergenza bellezza!
(continua http://www.kataweb.it/kwblog/page/ESBMTL/commento?anchor=200409265045835 )

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Un recente post di Larry Larsen su E-Media Tidbits , ( http://www.poynter.org/column.asp?id=31&aid=71642 ) rilancia un filone di riflessione sul meno riconosciuto e potenzialmente più duttile strumento di giornalismo multimediale online: i file audio, o per dirla in modo più popolare e meno preciso, tutta la questione della cosiddetta " Radio su Internet ". Larsen segnala un sito ( iPodder ) che offre un programma per scaricare automaticamente su tuo iPod - o su analoghi player di Mp3, normalmente utilizzati per la musica - file audio da

Giornalismo radiofonico ai tempi degli Mp3 di Mario Tedeschini Lalli

21 settembre 2004
La comparsa dei player portatili... rende il "giornalismo parlato" più utilizzabile di prima, spiega Mario Tedeschini Lalli nel suo blog - Giornalismo d' altri.
Tutto questo apre scenari nuovi per chi vuole produrre "giornalismo parlato", che è più economico e - nella maggioranza dei casi - ugualmente o maggiormente efficace del "giornalismo mostrato" (video, tv).
Le stazioni e i network radiofonici che già fanno giornalismo hanno a questo punto una nuova opportunità, ma anche le testate non radiofoniche con un sito web possono finalmente anche loro fare "radio", migliorando l'offerta dei propri contenuti. E' la convergenza bellezza!
(continua http://www.kataweb.it/kwblog/page/ESBMTL/commento?anchor=200409265045835 )

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Un recente post di Larry Larsen su E-Media Tidbits , ( http://www.poynter.org/column.asp?id=31&aid=71642 ) rilancia un filone di riflessione sul meno riconosciuto e potenzialmente più duttile strumento di giornalismo multimediale online: i file audio, o per dirla in modo più popolare e meno preciso, tutta la questione della cosiddetta " Radio su Internet ". Larsen segnala un sito ( iPodder ) che offre un programma per scaricare automaticamente su tuo iPod - o su analoghi player di Mp3, normalmente utilizzati per la musica - file audio da siti specifici, una specie di RSS per l'audio. L'utente potrebbe scaricarsi

Perchè ai fotoreporter non piace essere giornalista professionista ?

21 settembre 2004
di Amedeo Vergani
Tra le svariate decine di colleghi che esercitano in modo esclusivo attività fotogiornalistica sino ad ora quasi nessuno ha colto le nuove opportunità Odg per imboccare la via dell'esame di idoneità professionale - Il fenomeno rilevabile anche dai dati di una ricerca Censis sui praticanti è Ora sarebbe importante uno studio che ne analizzi in profondità le cause Perchè ai fotoreporter non piace essere giornalista professionista ? Il quesito si impone dopo aver tirato qualche somma nel cercare di capire cos'è cambiato all'orizzonte dopo che da due anni, esatti proprio il prossimo 5 luglio, sono entrate in vigore le nuove "regole" del Consiglio nazionale dell'Ordine ( vedi http://www.odg.it/sentenze/2003/01/criteri34.htm ) che, riconoscendo il "praticantato freelance", hanno aperto definitivamente le porte d'accesso all'elenco professionisti anche a chi opera nel giornalismo del lavoro autonomo, fotogiornalisti compresi.
Quasi nessuno, infatti, tra i fotogiornalisti freelance ha deciso di imboccare la via dell'esame di idoneità per diventare giornalista professionista. Questo anche se sono a decine i fotoreporter che, vivendo esclusivamente di lavoro giornalistico, sono in possesso dei requisiti che li pongono senza ombra di dubbio tra i soggetti che, se le norme dell'ordinamento professionale non sono solo barzellette, dovrebbero essere nell'elenco

Assolto fotoreporter Magnum per un ritratto “rubato” ad un passeggero sul metrò di Parigi

21 settembre 2004
La notizia accolta molto favorevolmente nell'ambiente del fotogiornalismo francese da tempo pressato da misure restrittive spesso molto discutibili - In Italia, anche se abbiamo da decenni leggi più precise e garantiste, non è però certo che, in un caso simile, il diritto all'informazione avrebbe prevalso su quello della privacy Non c'è nessuna violazione nel pubblicare, in nome dell'informazione o dell'arte, il primo piano del volto di una persona anche se ripreso di nascosto. Così, a grandi linee, si è espressa, il 2 giugno scorso, la diciassettesima " Chambre du tribunal de grande instance" di Parigi, specializzata nel dirimere contenziosi riguardanti la stampa.
Il caso in discussione era quello di un cittadino il cui viso era finito a piena pagina sul libro "L'Autre" del fotoreporter Luc Delahaye dell'agenzia Magnum. Il ritratto gli era stato "rubato" mentre stava viaggiando in metropolitana a Parigi. Delahaye lo aveva realizzato, assieme a decine di altri, nel corso di un lungo lavoro di documentazione portato avanti utilizzando una fotocamera nascosta in una borsa.
La persona ritratta si era rivolta al tribunale di Parigi sostenendo di essere stata danneggiata dallo " sfruttamento commerciale della sua immagine", dalla "espressione di tristezza che caratterizza e ridicolizza il ritratto" e

Morto Eddie Adams. Autore di una delle foto che convinsero gli americani ad opporsi alla guerra in vietnam

21 settembre 2004

E' morto a New York Edward ( Eddie ) Adams, autore della celeberrima foto

( http://facstaffwebs.umes.edu/msdemanche/images/eddie%20adams%20siagon.jpg )

del generale sudvietnamita che sta uccidendo con un colpo di pistola alla tempia un prigioniero vietcong appena catturato in una strada di Saigon. Aveva 71 anni.

La sua famosissima immagine ( premio Pulizer nel 1969 ) era stata scattata mentre si trovava in Vietnam come inviato dell'Associated Press, agenzia per la quale ha lavorato per buona parte dei cinquant'anni della sua carriera.
La pubblicazione della foto sconvolse non solo gli Usa e fu tra le immagini che spinsero l'opinione pubblica americana a cominciare ad opporsi in modo massiccio alla guerra.
Con la sua macchina fotografica, Adams ha coperto 13 conflitti, politica internazionale, moda e spettacolo. Colpito dal morbo di Lou Gehrig, s'è spento nella sua casa di Manhattan.
Nonostante la malattia, Adams era rimasto vigile e attivo fino all'ultimo: lavorava a quello che lui stesso chiamava "il mio ultimo incarico", un progetto commissionatogli dal comico Jerry Lewis, l'animatore dell'annuale Telethon, raccolta di fondi per la distrofia muscolare, un evento spesso coperto da Adams per la rivista Parade.
La sua morte è avvenuta mentre , proprio oggi, si chiudeva alla Festa

Assolto fotoreporter Magnum per un ritratto “rubato” ad un passeggero sul metrò di Parigi

20 settembre 2004
La notizia accolta molto favorevolmente nell'ambiente del fotogiornalismo francese da tempo pressato da misure restrittive spesso molto discutibili - In Italia, anche se abbiamo da decenni leggi più precise e garantiste, non è però certo che, in un caso simile, il diritto all'informazione avrebbe prevalso su quello della privacy Non c'è nessuna violazione nel pubblicare, in nome dell'informazione o dell'arte, il primo piano del volto di una persona anche se ripreso di nascosto. Così, a grandi linee, si è espressa, il 2 giugno scorso, la diciassettesima " Chambre du tribunal de grande instance" di Parigi, specializzata nel dirimere contenziosi riguardanti la stampa.
Il caso in discussione era quello di un cittadino il cui viso era finito a piena pagina sul libro "L'Autre" del fotoreporter Luc Delahaye dell'agenzia Magnum. Il ritratto gli era stato "rubato" mentre stava viaggiando in metropolitana a Parigi. Delahaye lo aveva realizzato, assieme a decine di altri, nel corso di un lungo lavoro di documentazione portato avanti utilizzando una fotocamera nascosta in una borsa.
La persona ritratta si era rivolta al tribunale di Parigi sostenendo di essere stata danneggiata dallo " sfruttamento commerciale della sua immagine", dalla "espressione di tristezza che caratterizza e ridicolizza il ritratto" e dalle

Perchè ai fotoreporter non piace essere giornalista professionista ?

20 settembre 2004
di Amedeo Vergani
Tra le svariate decine di colleghi che esercitano in modo esclusivo attività fotogiornalistica sino ad ora quasi nessuno ha colto le nuove opportunità Odg per imboccare la via dell'esame di idoneità professionale - Il fenomeno rilevabile anche dai dati di una ricerca Censis sui praticanti è Ora sarebbe importante uno studio che ne analizzi in profondità le cause. Perchè ai fotoreporter non piace essere giornalista professionista ? Il quesito si impone dopo aver tirato qualche somma nel cercare di capire cos'è cambiato all'orizzonte dopo che da due anni, esatti proprio il prossimo 5 luglio, sono entrate in vigore le nuove "regole" del Consiglio nazionale dell'Ordine ( vedi http://www.odg.it/sentenze/2003/01/criteri34.htm ) che, riconoscendo il "praticantato freelance", hanno aperto definitivamente le porte d'accesso all'elenco professionisti anche a chi opera nel giornalismo del lavoro autonomo, fotogiornalisti compresi.
Quasi nessuno, infatti, tra i fotogiornalisti freelance ha deciso di imboccare la via dell'esame di idoneità per diventare giornalista professionista. Questo anche se sono a decine i fotoreporter che, vivendo esclusivamente di lavoro giornalistico, sono in possesso dei requisiti che li pongono senza ombra di dubbio tra i soggetti che, se le norme dell'ordinamento professionale non sono solo barzellette, dovrebbero essere nell'elenco professionisti

Continua la crescita dei giornali onlinema nell’ultimo biennio molti hanno chiuso

20 settembre 2004
(da ipse.com)
L'età  dell'oro di Internet è finita con lo sboom della new economy, ma i siti italiani di informazione continuano a crescere. Secondo l'ultima rilevazione dell'Osservatorio informazione online di Ipse.com, le testate solo online sono 1.382, il 21% in più rispetto a due anni fa. Il ritmo di crescita si è però notevolmente rallentato: nel biennio 2000-2001 l'aumento era stato infatti del 177%. Lo scenario dell'informazione online nell'ultimo bienno è cambiato soprattutto per effetto di un intenso turnover di siti. Il saldo positivo (241 webzine in più rispetto al 2001) è infatti il risultato della nascita di circa 500 nuove testate e della contemporanea chiusura di altre 300.
I risultati dell'indagine

Vedi anche

Giornali on line: o la borsa, o la vita

di Chiara Principe (da Infocity)

(...) "E' già da qualche anno" afferma Luca Lorenzetti, presidente dell'Associazione Nazionale della Stampa Online, ente che rappresenta gli editori di testate giornalistiche online a carattere locale, "che ci si è resi conto che gli italiani hanno preso l'abitudine di utilizzare il web come primo strumento di informazione. Ma chiedere al lettore di pagare per l'informazione, su Internet, non sarà la ricetta che permetterà all'editoria online di trovare il suo