Monthly Archives: giugno 2004

Islamici e imprecisioni della stampa (da Indymedia)

22 giugno 2004
Ci prendono per scemi. La "voce" proveniente dai "servizi", secondo la quale 300 temibili "ceceni" starebbero per affrontare i nostri baldi giovani a Nassirya vende benissimo. Nonostante la pronta smentita cecena, i giornali continuano a riproporla.

Nessuno, ma proprio nessuno, si chiede perchè i pochi guerriglieri ceceni si priverebbero di 300 combattenti per attaccare gli italiani in Iraq, un paese nel quale non paiono mancare i combattenti islamici, con migliaia di uomini in armi contro le truppe occupanti. Un paese minuscolo, dove la resistenza è al martirio da un decennio, che invia aiuti ad un paese enorme nel quale la resistenza prospera.

Dello stesso tenore il mantra che dice che è ovvio che in Iraq stiano aumentando gli attentati, perchè i "terroristi" sarebbero stati messi alle strette dalla formazione del nuovo governo, assurdo.

Abbastanza assurdo anche un articolobe di Repubblica sul Wazristan.

In Waziristan opera la "mission one" delle operazioni militari americane.

Obbiettivo la

I blog come nuova forma di giornalismo?

7 giugno 2004

(di Lorenzo Facchinotti, relazione al convegno Culture digitali, Napoli 3-5 giugno)

Si è molto parlato dell'opportunità  di considerare i blog come una forma di giornalismo e i blogger come dei giornalisti. Negli Stati Uniti questa domanda è al centro di un dibattito che dura ormai da tempo. I contributi migliori si trovano in due pubblicazioni, disponibili online, il numero 3 del 2003 del Nieman Report e We Media di Bowman e Willis.

Da un lato vi è chi rifiuta decisamente questa eventualità . In contro luce si legge il tentativo di difendere la professione da un'inflazione, numerica e di immagine. Questa posizione si basa su una "verifica di adeguatezza". Le forme in cui il fenomeno blog si manifesta sono vagliate sotto una duplice prospettiva. Innanzitutto una certa definizione di giornalismo, che fa riferimento alla modernità  e al sistema mediale che la caratterizza, elementi a cui la nascita e lo sviluppo della professione sono indissolubilmente legati. In secondo luogo l'idea che le conoscenze e le pratiche che la contraddistinguono non possano essere acquisite al di fuori di redazioni e scuole, da cui proviene una sorta di investitura.

Dall'altro, invece c'è chi afferma che i blog possono essere considerati una particolare forma di giornalismo

I blog come nuova forma di giornalismo?

6 giugno 2004

(di Lorenzo Facchinotti, relazione al convegno Culture digitali, Napoli 3-5 giugno)

Si è molto parlato dell'opportunità di considerare i blog come una forma di giornalismo e i blogger come dei giornalisti. Negli Stati Uniti questa domanda è al centro di un dibattito che dura ormai da tempo. I contributi migliori si trovano in due pubblicazioni, disponibili online, il numero 3 del 2003 del Nieman Report e We Media di Bowman e Willis. una sorta di investitura.

Dall'altro, invece c'è chi afferma che i blog possono essere considerati una particolare forma di giornalismo definito partecipatory journalism e considerato il diretto discendente di quel civic journalism diffuso negli Stati Uniti negli anni Novanta, da cui si distanzia tuttavia per l'assenza di un controllo redazionale.

(continua)
http://blogosphere.typepad.com/blogosphere/2004/06/blog_e_trasform.html

Troppi spot occulti nel mondo del fotogiornalismo

3 giugno 2004
Il problema degli spot occulti, ora d'attualità  per le note vicende Rai, è da anni sempre più presente anche nel fotogiornalismo. La denuncia è arrivata oggi dai due fotogiornalisti presenti nella Commissione nazionale contratto della Fnsi, Amedeo Vergani e Maurizio Papucci, che in un documento hanno chiesto ai vertici della Federazione nazionale della stampa di intervenire con rigorose iniziative di vigilanza che impongano agli editori di porre fine a questo vergognoso fenomeno che pone sempre più a rischio la credibilità  di chi opera nell'informazione visiva.

Il malcostume - secondo Vergani e Papucci - imperversa "soprattutto nel settore dei periodici nel quale molti dei fotoreportage pubblicati vengono realizzati con immagini prodotte, anziché in quella totale autonomia che la deontologia professionale impone, con il sostegno economico degli stessi soggetti al centro della specifica informazione giornalistica che viene proposta a chi acquista il giornale. Il tutto senza che il lettore ne venga, anche minimamente, in qualche modo informato".

"Il fenomeno - è sottolineato nel documento - riguarda gran parte dei settori tematici del giornalismo, partendo da quelli che portano all'attenzione del pubblico determinati prodotti commerciali, sino a quelli più legati alla sfera

Per testimoniare gli orrori di una guerra non è reato mostrare immagini di teste mozzate

3 giugno 2004
Il giudizio dopo una denuncia per la divulgazione giornalistica della foto di un miliziano che stava esibendo come trofeo la testa tagliata ad un nemico durante il sanguinoso conflitto civile che da anni travaglia la Liberia Un provvedimento che ora si inserisce "a pennello" nel caso scoppiato dopo l'esposto del presidente dell'Odg lombardo presentato alla Procura della repubblica di Milano per la pubblicazione di immagini della decapitazione in Iraq di un ostaggio americano.

Troppi spot occulti nel mondo del fotogiornalismo

2 giugno 2004
Il problema degli spot occulti, ora d'attualità per le note vicende Rai, è da anni sempre più presente anche nel fotogiornalismo. La denuncia è arrivata oggi dai due fotogiornalisti presenti nella Commissione nazionale contratto della Fnsi, Amedeo Vergani e Maurizio Papucci, che in un documento hanno chiesto ai vertici della Federazione nazionale della stampa di intervenire con rigorose iniziative di vigilanza che impongano agli editori di porre fine a questo vergognoso fenomeno che pone sempre più a rischio la credibilità di chi opera nell'informazione visiva. la deontologia professionale impone, con il sostegno economico degli stessi soggetti al centro della specifica informazione giornalistica che viene proposta a chi acquista il giornale. Il tutto senza che il lettore ne venga, anche minimamente, in qualche modo informato".

"Il fenomeno - è sottolineato nel documento - riguarda gran parte dei settori tematici del giornalismo, partendo da quelli che portano all'attenzione del pubblico determinati prodotti commerciali, sino a quelli più legati alla sfera del sociale e della politica. Tanto per dare un'idea concreta attraverso un esempio, quello che un tempo accadeva in settori come quello del turismo ( reportage realizzati a spese di